Sonny Colbrelli e Livigno: un legame indissolubile

Il campione bresciano, già vincitore della Parigi Roubaix ed ora Ds del team Barhain Victorious, si racconta ai nostri microfoni.

Ai margini della Gf Ale’ La Merckx Livigno abbiamo intervistato l’ex prof 33 enne bresciano.

RCW: Sonny come é andata la tua granfondo ?

SC: sono legatissimo a Livigno. Qui ho preparato i miei successi piu’ importanti. E’ stata un po come la mia seconda casa quando correvo e su queste strade adoravo allenarmi e rifinire la preparazione. Consiglio a tutti di salire qui per pedalare su salite mitiche e percorsi a dir poco spettacolari. Oggi ho pedalato sul percorso “corto” di 106km e circa 2000m di dislivello. Era un classico percorso di “scarico” per quando correvo ancora nei professionisti.

RCW: invece il percorso lungo lo avevi pedalato in passato e conoscevi?

SC: il percorso lungo di 166km e 4200m di dislivello é davvero impegnativo, ma bellissimo. Lo usavamo quando ero prof per gli allenamenti di “distanza” impegnativi. Un giro davvero bellissimo. Per il prossimo anno penso che probabilmente una migliore programmazione della data , magari di domenica invece che di sabato, potrebbe anche portare piu’ ciclisti a pedalare qui nel Piccolo Tibet.

RCW: come vivi ora il ciclismo, dopo il tuo grave infortunio del 2022?

SC: dopo che mi hanno installato ildefibrillatore sottocutaneo vivo lo sport per divertimento. Purtroppo in Italia le regole non mi permettono piu’ di fare sport agonistico. Nel calcio (vedi caso Eriksen) anche con il mio tipo di problema sarebbe possibile ancora gareggiare. Purtroppo nel ciclismo dove lo sport si fa all’aperto e non al chiuso di un campo di calcio, il pericolo sarebbe troppo alto. Vivo quindi la mia passione in modo diverso, all’insegna del divertimento.

RCW: ti vedremo al Tour nei prossimi giorni?

SC: si dalla prossima settimana saro’ al Tour come Ds del team Barhain Voctorious. E’ una delle gare piu’ importanti della stagione e spero che i nostri corridori Pello Bilbao e Phil Bauhaus possano fare bene.

RCW: lo scorso anno al giro di Svizzera avete perso Gino Maeder in un grave incidente sull’Albula. Come hai vissuto quei giorni?

SC: la scomparsa di Gino ci ha segnato tutti profondamente. Era un bravissimo ragazzo e quello che é successo non si puo dimenticare. I ragazzi del team ci tengono a dedicare a Gino ogni loro vittoria.

RCW: come vedi l’ingresso di uno sponsor “pesante” come Red Bull al fianco del team Bora Hansgrohe ?

SC: quando sponsor importanti si legano al ciclismo , con investimenti importanti di denaro, é sempre una ottima notizia per tutto l’ambiente. Sicuramente il team potrà rafforzarsi e la competizione ne gioverà. Anche noi abbiamo trattative importanti per la prossima stagione.

RCW: gara olimpica e Mondiale di Zurigo. Chi vedi come favorito ?

SC: alle Olimpiadi vincerà uno di quei corridori che uscirà meglio dal Tour de France. Purtroppo nella mia carriera non ho mai disputato le Olimpiadi e un po’ mi dispiace. Per il mondiale di Zurigo spero che i nostri italiani Bettiol, Tiberi e Ciccone possano fare il colpaccio. Il percorso é duro e potrebbe essere favorevole ai nostri.

RCW: grazie Sonny per la tua disponibilità!

SC: grazie a voi e arrivederci a Livigno per la prossima edizione della granfondo il prossimo anno.

(MM)

Ph: ufficio stampa & EG/ Radiocorsaweb




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