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La grande sfida di RAAM 2022. Nalini sarà al fianco di Dorina Vaccaroni

Il 2022 è l’anno delle grandi collaborazioni Nalini, dal mondo professionistico a quello amatoriale, fino ad approdare all’ultracycling. Nalini ha ufficializzato infatti in questi giorni il proprio ruolo di partner tecnico al fianco di Dorina Vaccaroni, in occasione della sua partecipazione alla Race Across America 2022, dopo aver sfiorato l’impresa lo scorso anno.

“Abbiamo scelto di sostenere, in qualità di partner tecnici, la nuova sfida di Dorina Vaccaroni in occasione della sua seconda partecipazione alla RAAM2022, non solo per gli straordinari meriti sportivi della campionessa, ma anche per il coraggio, la determinazione e l’ineguagliabile forza di volontà che la animano e la motivano da sempre. Nalini ha messo a disposizione dell’atleta 6 kit completi di abbigliamento tecnico, per equipaggiarla nel migliore dei modi, soprattutto considerando i notevoli sbalzi termici cui sarà soggetta”.

La carriera di Dorina è un fulgido esempio di talento e di tenacia, ma anche di estremo coraggio e questo ha convinto Nalini a supportarla nella gara di ultraciclismo più dura e lunga al mondo – 5000 km 3000 ml attraverso 12 stati (California, Arizona, Utah, Colorado, Kansas, Missouri, Illinois, Indiana, Ohio, West Virginia, Pennsylvania e Maryland) dal 14 al 28 giugno 2022.

Ex schermitrice ed ex ciclista su strada italiana, vincitrice di tre medaglie olimpiche (un oro, un argento ed un bronzo), nove medaglie ai mondiali (cinque oro, un argento e tre bronzo), due medaglie agli europei (un bronzo ed un argento): questi sono solo alcuni numeri per descrivere il formidabile palmares della campionessa veneziana.

Oro olimpico di scherma nel 1992, Dorina ha iniziato un nuovo percorso con sorprendenti risultati nel mondo del ciclismo estremo.

Abbiamo voluto porle alcune domande per approfondire il lato cycling e soprattutto ultra cycling di questi ultimi anni:

  • Com’è nata la tua passione per il ciclismo?

“Ho cominciato 20 anni fa con il Ciclismo su strada e ho vinto più dì 100 gran fondo, poi 2 ai mondiali master in Austria! Ho corso professionista con la Safi pasta Zara per 2 anni. Poi c’è stato un autentico colpo di fulmine per le lunghe distanze 200 – 300 / 400 /600 Parigi Brest Parigi e per le Gare di ultracycling. La prima è stata la Ultracycling Dolomitica di 600 km con 21mila metri di dislivello, conclusa e vinta in 36 ore. Da quel momento, parliamo di circa 8 anni fa, mi sono dedicata all’ultracycling. Di gare toste ne ho fatte molte, anzi moltissime”.

  • Il tuo rapporto con la RAAM?

“Conosco la RAAM da più dì 25 anni. È iniziata come una grande storia d’ amore ed eccomi qui: da anni lavoro per portare a termine questa gara immensa, ma folle! Tre anni fa avevo team e sponsor. Ero iscritta e allenata adeguatamente, ma sono caduta un mese prima della partenza e ho rotto il piatto tibiale. Ho dovuto saltare la RAAM ma in compenso ho vinto, dopo un mese, la Longhorn 500 – Texas Hell Week – di 1600 km. Sono stata la prima donna a raggiungere il traguardo a Fredericksburg in Texas.

Nella RAAM 2021 mi mancavano solo 100 km all’ arrivo, purtroppo per inesperienza mia e della crew non l’ho completata. Ma io sono una che non molla mai e allora eccomi qui di nuovo con 22 mila km percorsi da gennaio ad oggi. Ce la metterò tutta!”

  • Cosa ti spaventa di più della RAAM?

La parte più dura della RAAM è proprio il calore. Si arriva nel deserto anche a 58 gradi e sto cercando di ottenere il massimo comfort dai materiali tecnici dei capi che indosserò. Sicuramente Nalini sarà di grande aiuto per questo. So chi sono e come lavorano per questo ho cercato il loro supporto.

  • Il ciclismo rosa è davvero in espansione? Cosa bisognerebbe fare per incentivarlo?

“Le donne nel ciclismo stanno crescendo come numero. Per incentivarle ancora di più bisogna supportarle, suggerire le scelte giuste su bici e materiali. Credo che ogni donna dovrebbe cominciare ad andare in bici per sentirsi meglio, più libera e anche per potenziare il proprio fisico. Aggiungo che mi piace molto la linea femminile Nalini, perché una donna in bici non deve mai perdere la propria femminilità”.




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