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Giro d’Italia un muro di passione tra le colline colorate di rosa

Entusiasmo incontenibile per il sesto passaggio del Giro d’Italia sulla celebre salita di San Pietro di Feletto: prima passano in quattro, poi il gruppo. Il tifo premia il trevigiano Vendrame che si ferma ad abbracciare Alberto Stocco. Grandi applausi anche per il presidente Zaia che partecipa allo show-cooking di Stefano Serafini, campione della Tiramisù World Cup. Gli organizzatori: “In ventimila” .

San Pietro di Feletto (TV) La passione si colora di rosa, pedala tra le colline, si insinua nel verde brillante dei vigneti e lo tinge di un’emozione che non sbiadisce. Un’ultima curva e poi la strada diventa uno spettacolo verticale: ecco il Muro di Ca’ del Poggio, ecco l’entusiasmo di migliaia di appassionati – ventimila la stima gli organizzatori – che il Giro d’Italia ha richiamato ancora una volta – la sesta dal 2009 ad oggi – in cima alla salita simbolo delle colline del Prosecco.  

La tappa numero 18 del 105° Giro d’Italia, i 156 chilometri da Borgo Valsugana a Treviso, arriva sul Muro di Ca’ del Poggio poco dopo le 16. Davanti, un po’ inaspettatamente, sono solo in quattro: Dries De Bondt, Davide Gabburo, Magnus Cort Nielsen ed Edoardo Affini fanno fatica a fendere il muro di gente che li applaude. A 2’30” arriva il gruppo, da cui per un istante si stacca il trevigiano Andrea Vendrame che si ferma piede a terra per abbracciare Alberto Stocco, una delle “anime” del Muro assieme al fratello Marco.         

I corridori spingono sui pedali, alzano gli occhi verso la striscia d’asfalto che si impenna e sembra quasi sovrastarli: la magia del Muro di Ca’ del Poggio li avvolge, scorre sotto le bici, prima di proiettarli verso il traguardo di Treviso. L’ultimo passaggio sul Muro, nell’autunno del 2020, era stato la fatica solitaria della cronometro Conegliano-Valdobbiadene. Adesso, invece, prevale lo spirito di squadra. E il termometro del tifo, sotto il sole cocente di un’estate anticipata, sale a livelli di guardia: la febbre del Giro conquista davvero tutti.    

Il Muro (1,1 km con pendenza media del 12,3% e punte del 19%), tra curve e controcurve, sale sino a quota 242: siamo in collina, ma la cornice che accoglie i corridori sembra quella di un tappone dolomitico. I primi tifosi arrivano di buon mattino: montano i gazebo, preparano i tavoli. L’atmosfera è quella di una grande festa popolare. Non c’è albero o vigna che non abbia appeso uno striscione, una foto, un incitamento. La strada, asfaltata di fresco, è un caleidoscopio di colori, disegni, slogan.

Il volume del tifo raggiunge punte altissime per Vendrame, che scatena il fan club appollaiato sul prato con striscioni e bandierine. Urla e applausi, foto e trombette, bici e casette colorate di rosa. I brindisi, ovviamente, si sprecano.

Per il Muro di Ca’ del Poggio si tratta del secondo passaggio del Giro d’Italia da quando – nel 2019 – le colline di Conegliano e Valdobbiadene hanno ricevuto il riconoscimento Unesco. L’evento diventa così la miglior sintesi di un territorio che, nella giornata più rosa dell’anno, esprime l’orgoglio di esserci, di mostrare la sua unicità. 

Organizzata per la decima stagione e quest’anno impreziosita anche da “Quelli del Muro”, una diretta di oltre tre ore su Sky al canale 222 di Bike Channel, la Grande Festa Rosa, in cima al Muro, è anche una passerella per ospiti eccellenti: Luca Zaia ha trascorso a Ca’ del Poggio una buona parte di giornata. Dopo aver incontrato i giornalisti di mezzo mondo e aver stretto migliaia di mani, il Governatore del Veneto è stato simpatico protagonista dello show-cooking di Stefano Serafini, campione della Tiramisù World Cup 2021 che ha realizzato una versione creativa del celebre dessert, con fragole e crema rosa, proprio per omaggiare il passaggio del Giro d’Italia.

Tanti applausi anche per i grandi ex: da Francesco Moser a Filippo Pozzato, da Dino Zandegù a Eros Poli, a Flavio Vanzella. E poi il simpaticissimo Sammy Basso, simbolo della lotta alla progeria, e il giornalista Marino Bartoletti. Riflettori anche su Fausto Pinarello, sul presidente dell’Imoco Volley Piero Garbellotto e sull’artista del vetro Marco Varisco che ha presentato in anteprima lo splendido trofeo destinato a premiare il leader nella classifica del Gran Premio della Montagna.

Un muro d’emozioni e d’entusiasmo in una giornata che resterà indimenticabile, insieme al record di presenze sul Muro di Ca’ del Poggio. Un bel modo per festeggiare il decimo transito di una grande corsa a tappe (tra Giro d’Italia, Giro Under 23 e Giro Rosa) su una salita che ormai da anni contribuisce a scrivere la storia del ciclismo. Adesso arrivano le montagne. E poi il traguardo all’Arena di Verona. Il Giro, in Veneto, è più rosa che mai.   




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