Oltre cento i giovani corridori in gara. Pedalare nel segno della memoria. I piccoli partecipanti in gara domenica, non hanno avuto l’occasione di conboscere i due appasionati ciclisti che hanno peso la vita in situazioni tragiche. Ma lòa passione per questa discipòlina sportiva lì ha uniti per sempre nel ricordo degli amici e dell’associazione D’Ascenzo Bike che ogni anno li ricorda con questo evento.
Bellante Stazione (Teramo) – Domenica pomeriggio il Bike Park D’Ascenzo Bike di Bellante Stazione tornerà a riempirsi dei colori, delle biciclette e dell’entusiasmo dei più piccoli. È qui che andrà in scena il 14° Trofeo MTB Giovanissimi Darwin Lupinetti e il Memorial Mattia Loschiavo, appuntamento ormai consolidato nel calendario della D’Ascenzo Bike e dedicato alle categorie Giovanissimi e promozionali, sotto l’egida della Federazione Ciclistica Italiana.
Una giornata di sport e festa, dunque, ma anche un appuntamento dal forte significato umano. Perché i nomi di Darwin Lupinetti e Mattia Loschiavo rappresentano due storie diverse, accomunate dalla passione per la bicicletta e interrotte troppo presto. Due figure che continuano a vivere nel ricordo di chi li ha conosciuti e che, attraverso questa manifestazione, vengono idealmente affidate alle nuove generazioni di ciclisti.
Per i bambini che domenica saliranno in sella, probabilmente, sarà soprattutto una giornata da vivere con entusiasmo, con la voglia di correre, divertirsi e conquistare il proprio traguardo. Ma dietro ogni partenza ci sarà anche una storia da conoscere e un messaggio da custodire: lo sport come strumento di aggregazione, educazione, rispetto e comunità.
Il ricordo di Darwin, sedici anni dopo
Sono trascorsi sedici anni dalla tragica scomparsa di Darwin Lupinetti, avvenuta il 22 aprile 2010. Quel giorno il destino si accanì contro un uomo abituato a mettersi al servizio degli altri. Vigile del fuoco, appassionato ciclista e persona profondamente impegnata nel sociale, Darwin perse la vita in un incidente stradale sulle strade di Teramo mentre rientrava a casa in moto dopo aver terminato il proprio turno di lavoro.
Un destino ancora più difficile da accettare pensando al ruolo che aveva ricoperto appena un anno prima, durante il terremoto dell’Aquila dell’aprile 2009. In quei giorni drammatici Darwin era stato tra i soccorritori impegnati in prima linea, mettendo professionalità, coraggio e umanità al servizio delle popolazioni colpite dal sisma.
Da soccorritore durante una delle più grandi emergenze vissute dall’Abruzzo alla tragedia personale che, appena un anno più tardi, avrebbe spezzato la sua vita. Un contrasto doloroso che rende ancora più forte il ricordo di un uomo ricordato per la sua generosità, la disponibilità verso gli altri e la dedizione al sociale.
È anche per questo che la D’Ascenzo Bike ha scelto di legare il nome di Darwin al proprio progetto dedicato ai più giovani, intitolandogli la scuola di ciclismo giovanile. Un modo concreto per trasformare il ricordo in qualcosa di vivo e rivolto al futuro.
Il sogno è quello di permettere a tanti bambini e ragazzi di avvicinarsi alla bicicletta in un ambiente sicuro e adeguato. Un sogno che oggi può contare anche su una struttura al coperto presso l’Istituto di Istruzione Superiore “Di Poppa-Rozzi” di Piano d’Accio, dove i giovani possono pedalare e allenarsi anche quando le condizioni meteorologiche non consentono di stare all’aperto.
È forse questo il modo più bello di ricordare Darwin: fare in modo che il suo nome continui ad accompagnare bambini e ragazzi mentre imparano a pedalare, a confrontarsi con gli altri e, soprattutto, a crescere attraverso lo sport.
Mattia, una giovane vita spezzata sulla strada
Accanto al nome di Darwin, domenica sarà ricordato anche Mattia Loschiavo, giovane di Bellante scomparso tragicamente nel novembre del 2017, a soli 28 anni.
Mattia aveva scelto di trascorrere quella giornata come tante altre volte, in compagnia della sua bicicletta e di un gruppo di amici. Una passione, quella per le due ruote, vissuta con entusiasmo e con la voglia di condividere chilometri e momenti di amicizia.
La tragedia si consumò lungo la strada provinciale 22. Durante una discesa, Mattia perse il controllo della bicicletta dopo essere finito su una buca. La sua traiettoria lo portò sulla corsia opposta proprio mentre sopraggiungeva una BMW. L’impatto non gli lasciò scampo.
La sua morte provocò dolore e sgomento in tutta la comunità e riportò con forza al centro dell’attenzione anche una questione che riguarda ogni giorno migliaia di ciclisti: la sicurezza delle strade e la fragilità di chi sceglie la bicicletta come mezzo di trasporto o per semplice passione.
Il caso di Mattia divenne così anche un monito sulla necessità di garantire infrastrutture più sicure e condizioni adeguate per tutti gli utenti della strada. Perché dietro una buca, una strada dissestata o una mancanza di attenzione non ci sono soltanto problemi tecnici: possono esserci vite, famiglie e sogni.
La bicicletta come filo conduttore
Darwin e Mattia non ci sono più, ma la loro passione continua a pedalare idealmente insieme alle nuove generazioni.
Ed è proprio questo il senso più profondo del Trofeo organizzato dalla D’Ascenzo Bike. Il Bike Park di Bellante Stazione domenica pomeriggio sarà riempito dalle voci e dall’energia dei più piccoli, dalle biciclette colorate, dagli incitamenti delle famiglie e dall’emozione di chi accompagnerà i giovani protagonisti sul percorso.
Per i Giovanissimi e i partecipanti delle categorie promozionali, ogni prova sarà un’occasione per misurarsi con se stessi, imparare a gestire la fatica, rispettare gli avversari e assaporare la gioia del traguardo. Per gli adulti, invece, sarà anche un momento per fermarsi a ricordare.
In una disciplina nella quale spesso si corre per vincere, il Trofeo Darwin Lupinetti e il Memorial Mattia Loschiavo ricordano che esistono vittorie che non finiscono su una classifica. Sono quelle ottenute quando una comunità riesce a trasformare il dolore in memoria e la memoria in futuro.
Domenica, al Bike Park D’Ascenzo Bike, saranno soprattutto i bambini a pedalare. Ma, idealmente, con loro ci saranno anche Darwin e Mattia. Il primo attraverso una scuola di ciclismo che porta il suo nome e che continua a coltivare il sogno di avvicinare i più giovani alla bicicletta; il secondo attraverso il ricordo di una passione vissuta fino a quel tragico giorno sulle strade di Bellante.
Due nomi, due storie, una sola grande passione.
E tante piccole biciclette pronte a ripartire.





