La categoria speciale ID al Giro d’Italia Ciclocross, un doveroso chiarimento

Al GIC i disabili intellettivi corrono in una gara promozionale in promiscuità con i G6.

Il desiderio di Daniele Peschi di competere per il campionato italiano di ciclocross nella categoria speciale degli atleti con disabilità intellettiva (ID) ha letteralmente fatto il giro dello stivale in pochissimo tempo. Sull’onda dell’emotività, tuttavia, sugli organi di stampa sono state pubblicate in questui giorni alcune notizie erronee, incomplete o del tutto fuorvianti sul tema, coinvolgendo anche il Giro d’Italia Ciclocross.

A beneficio in modo particolare degli amanti del ciclismo e delle testate giornalistiche che non seguono da vicino questa disciplina, l’organizzazione del Giro d’Italia Ciclocross ha ritenuto opportuno un doveroso chiarimento. Daniele Peschi e tutti gli altri ragazzi della categoria ID corrono in una gara promozionale – ovvero senza velleità agonistiche – insieme alla categoria G6 (12 anni), partendo a 30 secondi di distacco da essi e in compagnia del tutor per una durata massima della corsa di 20 minuti. Questo importante risultato si è ottenuto dopo un lungo lavoro grazie alla federazione ciclistica con supporto del settore giovanile in sinergia con il settore fuoristrada e non, come erroneamente spesso riportato, con quello paraolimpico, in quanto stando ai regolamenti la categoria dei disabili intellettivi non afferisce al settore paraolimpico.

Da quest’anno, inoltre, l’organizzazione del Giro d’Italia Ciclocross, al fine di incentivare la partecipazione di atleti nelle stesse condizioni di Daniele, ha istituito una maglia rosa per la categoria ID-2. Anche questo simbolo è da intendersi promozionale, in quanto si è ritenuto di non far valere la condizione minima di 5 iscritti e 3 classificati per l’assegnazione della maglia (conditio sine qua non in altri campionati, come le rassegne nazionali).

Intanto aspettiamo Daniele e la sua guida Vanessa a Pontedera in questo fine settimana per confermare una maglia rosa più che meritata. Ciò che ci riserva il futuro non spetta a noi del Giro d’Italia Ciclocross determinarlo, ma è auspicabile collaborare tutti insieme per facilitare l’attività la soddisfazione di tanti ragazzi ID inseriti nelle attività federali sin dal 2013.

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