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Comunicato congiunto Eps: “È finito il tempo di chiedere. Siamo stufi di essere trattati come passeggeri di terza classe!”

È finito il tempo di chiedere. Gli Enti di Promozione Sportiva hanno sempre agito per raccogliere il grido di
aiuto del mondo dello Sport di base e le migliaia di ASD e SSD e i loro collaboratori sportivi che rischiano la
morte per annegamento dentro questo Titanic diviso in classi sociali. Siamo stufi di essere trattati come
passeggeri di terza classe!.

A questo punto non basta neanche più denunciare la “paradossale” situazione che si sta verificando ormai
da settimane: gli unici Organismi Sportivi che non possono svolgere la loro mission in questo Paese, sono gli
Enti di Promozione Sportiva, riconosciuti a tutti gli effetti dal CONI.

Diciamo “paradossale” e aggiungiamo anche “controversa” e “ambigua, riferendoci alla motivazione per cui
dopo averci illusi e fatti adeguare a tutti gli standard protocollari contro il contagio da Covid, a parità di
identici protocolli con gli altri Organismi Sportivi (che molti EPS hanno deciso di applicare non senza tremendi
sacrifici per le loro ASD e SSD), il Governo continua a farci intendere che un atleta con doppia tessera rischia
il contagio solo con noi, non con gli altri. Una situazione che favorisce posizioni di privilegio inaccettabili! Per
la dignità e la storia del nostro mondo, lo Sport di base con la ’S’ maiuscola. Quello che va a portare salute e
benessere nei territori dimenticati, nei quartieri abbandonati, nei centri di accoglienza e nelle carceri entro
cui in pochi vogliono sporcarsi le mani, tutti incensano riempiendosi spesso la bocca di frasi fatte ma che poi
in un momento così decisivo, senza vergogna, si ignora e si umilia nei fatti. Siamo responsabili e consapevoli
che il tema primario è la salute dei nostri praticanti!.

Chiediamo ora alla Sottosegretaria allo Sport Valentina Vezzali – che di questo provvedimento non ne è certo
responsabile essendo stata nominata solo successivamente – un incontro imminente che possa sfociare
finalmente in un intervento riparatorio, nonché decisivo e dirimente, volto a superare la grave disparità di
trattamento che stiamo subendo da mesi e in particolare a causa delle evidenti pregiudiziali contenute
nell’ultimo DPCM del 2 marzo 2021.

Se è vero – come non dubitiamo assolutamente – che Vezzali tiene davvero allo Sport di Base come da lei
stessa dichiarato appena resa pubblica la sua nomina, ora avrà l’occasione di scrivere la parola fine a questo
scempio che mette a rischio proprio quel “universo di società – parole di Vezzali – lavoratori sportivi, ma anche
volontari ed appassionati e, soprattutto, tanti ragazzi, che stanno soffrendo più di altri per le costrizioni
conseguenti alla pandemia, ed ai quali è stata tolta la bellezza della pratica sportiva e soprattutto i benefici,
anche in termini di benessere e salute”. Dopo un anno di pandemia, è arrivato il momento delle decisioni
importanti e improcrastinabili, occorre definire gli ambiti di attività tra i diversi organismi sportivi, pena la
parola fine a un’intera classe imprenditoriale e sociale dello sport e – ancor peggio – a un’intera generazione
nata e cresciuta col marchio ‘Covid’ e che rischiamo di perdere in termini di pratica sportiva, quindi anche di
salute, benessere e prevenzione sanitaria. Abbiamo sempre collaborato in maniera ferma e costruttiva per
favorire i milioni di tesserati che condividono la nostra concezione di sport, ci troviamo ora costretti, nostro
malgrado, in caso di ulteriore nuova mancata liberatoria agli allenamenti per le ASD e SSD degli EPS che in
zona rossa rispettano gli stessi protocolli di altri organismi sportivi, a ricorrere ad ogni forma di adeguata
tutela per far valere i nostri diritti e quelli dei nostri associati.

Come Vezzali, anche gli Enti di Promozione Sportiva e le ASD e SSD a loro affiliate sono da sempre animati da
spirito di servizio, dedizione e amore per la pratica sportiva. Quella che ad oggi, con decisioni prese a nostro
discapito in maniera impari e discriminatoria rispetto ad altri organismi sportivi nazionali, ci stanno invece
mortificando.

Le FAQ del Governo tornano a relegare gli EPS ad organismi di terza classe, destinati a morire affogati nei
bassifondi di questo Titanic che continua ad affondare. L’aria che respiriamo invece è la stessa di tutti! Il
nostro ruolo e la dignità delle nostre associazioni e dei nostri tesserati esigono il massimo rispetto.

Antonino Viti – ACSI
Bruno Molea – AICS
Luca Stevanato – ASC
Claudio Barbaro – ASI
Luigi Fortuna – CSAIN
Francesco Proietti – CSEN
Vittorio Bosio – CSI
Luigi Musacchia – CSN Libertas
Antonio Dima – CUSI
Paolo Serapiglia – ENDAS
Gian Francesco Lupattelli – MSP
Marco Perissa – OPES
Ciro Bisogno – PGS
Tiziano Pesce – UISP
Damiano Lembo – US Acli

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