Biagio Saccoccio: “Metodo di lavoro basato sul dialogo, obblighi e responsabilità per risolvere i problemi del ciclismo amatoriale”

Roma – Biagio Nicola Saccoccio, lo scorso 22 maggio si è svolta a Roma un incontro tra il Settore Amatoriale della FCI e gli Enti di Promozione Sportiva convenzionati, a cui Lei ha partecipato in quanto Vice Presidente Nazionale CSAIn e responsabile di CSAIn Ciclismo. Molti gli argomenti discussi che recentemente il Consigliere Federale Gianantonio Crisafulli, che è anche responsabile e referente del settore amatoriale FCI, ha riproposto in un’intervista pubblicata sul sito della Federazione Ciclistica Italiana.

Tutto questo, oltre a conoscere il Suo parere su quanto dichiarato dal dott. Crisfafulli, ci offre, l’opportunità di affrontare con Lei argomenti di primario interesse per il mondo del ciclismo amatoriale come sicurezza, salute, normative, assicurazione e costi della tessera che ormai da diversi mesi sono al centro di alcuni dibattiti e polemiche.

  • Crisafulli nella sua intervista dice: Siamo passati da una situazione conflittuale ad una piena collaborazione, riuscendo a realizzare negli ultimi anni challenge comuni.

“In primo luogo ringrazio la redazione di Radiocorsaweb.it per avermi coinvolto nel Suo programma di informazione. In merito all’incontro del 22 maggio tengo a ribadire che per vie generali condivido pienamente su quanto affermato da Gianantonio Crisafulli, cui ribadisco tutta la mia fiducia ed assicuro la mia totale collaborazione, come peraltro attuata con il suo predecessore, con la segreteria e la dirigenza federale. Crisafulli si è limitato ad un legittimo intervento di carattere politico senza fare riferimenti a delle specificità ma, le diverse problematiche emerse, e ve ne sono, avranno bisogno di ulteriori e dettagliate analisi, che, come lui stesso dice, dovranno essere oggetto di attento esame da parte del tavolo condiviso. 

Per quanto riguarda CSAIn non vi è mai stata alcuna “situazione conflittuale”. Ricordo che il Ciclismo CSAIn inizia la sua attività nel 2011 proprio per appianare ogni tipo di conflitto derivante dalla pregressa situazione UDACE, cui era demandato la gestione tecnica del ciclismo CSAIn. Certo Crisafulli ha generalizzato, ovvio che non potesse fare diversamente, tuttavia, viste anche le difficoltà che personalmente ho affrontato quale coordinatore della consulta, non posso che confermare che conflitti ve ne sono stati. Per quanto riguarda “challenge comuni”, me ne compiaccio, sono situazioni che sostengo da sempre, difatti, per quel che riguarda CSAIn, è facile trovarne in varie Regioni”.

  • Facciamo chiarezza su un punto. Ma la Consulta Nazionale Ciclismo, di cui Lei ne è stato il coordinatore per un biennio, è stata chiusa o è ancora attiva?

 “La Consulta formalmente non è mai stata dichiarata sciolta. L’unico atto formale di dimissioni dalla stessa pervenne da parte della FCI. Mi risulta che nessuno degli EPS ha mai inviato disdetta di adesione. Anzi, tutt’oggi, nonostante la convenzione stipulata con la FCI, tra gli EPS   sono rimaste indefinite delle primarie questioni che, paradossalmente, proprio la consulta continua a faroltrepassare. Comunque questo rimane un aspetto che gli EPS devono chiarire e che, ritengo, il Coordinamento degli stessi approfondirà”.

  • A proposito delle sinergie quale è il suo pensiero?

“Ci sono aspetti specifici da valutare, mi spiego: Se nel corso del tempo la consulta ha avuto delle difficoltà operative è stato proprio per mancanza di queste sinergie, in particolare quest’ultime sono venute meno proprio tra gli EPS. Ora, con la FCI che esercita il ruolo di supervisione che il CONI gli demanda spero possano nascere collaborazioni propositive, anche se, a mio avviso da questo primo incontro sono emerse problematiche concettuali e culturali radicate nel tempo, quindi il lavoro da fare è ancora tanto. In merito al sostegno alle attività giovanili federali concordo pienamente, difatti, nonostante le difficoltà burocratiche e normative, come CSAIn, abbiamo sposato da tempo questo progetto, sovente delle attività di MTB sono precedute da un evento riservato alle categorie giovanili utilizzano la medesima logistica. Ma è facile trovare anche eventi simili per l’attività strada. Suppongo che queste azioni di collaborazione appartengono anche altri EPS ma non ne sono a conoscenza.  Ritengo invece che tali iniziative e sostegni dovrebbe essere una costante nel corso di gare amatoriali federali, pare invece che in qualche Regione questo sia stato motivo di contrasto”.  

  • Crisafulli ha ricordato che nella Convenzione firmata dagli Enti ci sono impegni che vanno rispettati.

“A mio avviso, parlare di impegni da rispettare è fondamentale, a condizione che siano ottemperati da tutte le parti in causa. Un “contratto” o lo si rispetta o lo si annulla, non vedo alternative. Al riguardo nel corso dei lavori ho espresso la mia opinione a chiare note. Se è pur vero che ad ottobre si approfondiranno aspetti per il prosieguo del rapporto, però è anche vero che le convenzioni sono in essere da gennaio 2016, quindi vi è già stato un chiaro parametro di valutazione. Evidentemente, nonostante le “anomalie”, si è voluto dare una seconda possibilità a tutti, ovviamente concordo con questa scelta che, come converrete, non potrà essere sempre così.

Ci sono certamente situazioni su cui ci si può anche interrogare sulle contingenze, di cui nessuno può ritenersi esente, ma, ce ne sono altre sulle quali non si può, e non si deve transigere, in particolare sull’applicazione del codice etico, ex agonisti, costi del tesseramento, solo per citare i più eclatanti. Con questo non voglio dire che il mondo CSAIn è perfetto sotto ogni aspetto ma per i tre aspetti elencati non si transige, cercando di applicare alla lettera quelli che sono i dettami della convenzione. La mancata applicazione delle norme etiche da parte di alcuni EPS fu la causa principale delle mie dimissioni da Coordinatore della consulta, da allora poco è cambiato. Nel 2016, nonostante ci fosse la sottoscrizione della convenzione, si è perseverato. Crisafulli nel corso dell’incontro ha citato fatti, enti e circostanze senza ricevere risposte. Se queste sono le premesse … A fronte di queste conclamate inadempienze, se è pur vero che la convenzione fa testualmente riferimento all’applicazione delle medesime condizioni nei confronti degli altri EPS convenzionati con la FCI, risulta alquanto difficile condividere progetti e attività con quegli organismi che disattendono i canoni convenzionali. Non mi ritengo un ipocrita, quindi questi aspetti li ho ben messi in evidenza nell’occasione e vorrei chiedere alla FCI come intenderà fare da garante alle regole che ci   fa sottoscrivere in fase di convenzione”.

  • In un intervento del consigliere federale Crisafulli si legge: “Sono convinto che il vero obiettivo di “noi” amatori non possa prescindere dalla mission della Federazione, ovvero di far crescere un movimento forte e competitivo”. Mi sembra che l’obiettivo dell’avvocato Gianluca Santilli, che ha preceduto Crisafulli alla guida del settore amatoriale non era propriamente questo (evitare esasperazione dell’agonismo)

“La domanda depone a diverse sfaccettature. La mia opinione è che un movimento “forte e competitivo” (ovviamente mi riferisco a quello amatoriale, il resto compete a chi ne ha titolo), deve essere improntato su regole certe, partendo proprio dai requisiti di convenzione sottoscritti da tutti. Quindi la prima cosa da fare è ristrutturare il sistema, oggi che abbiamo un ampio tavolo di concertazione si può fare molto, lo spirito con il quale Crisafulli si è proiettato nel ruolo lascia ben sperare. A mio avviso, una delle prime questioni da affrontare con priorità è la rimodulazione delle norme relative alle attività competitiva e in particolare a quella di fondo. Per quanto riguarda l’avvocato Santilli non so quali fossero i suoi obiettivi, sicuramente il suo è stato un impegno assunto con produttività, io posso dire che, la nostra collaborazione personale, per diversi aspetti è stata proficua, auspico continui ad esserla al di là degli attuali ruoli di ognuno”.      

  • Ci spieghi meglio, per ristrutturare il sistema e in particolare dell’attività di Fondo, a cosa si riferisce in particolare:

“E’ sotto gli occhi di tutti che con il passare degli anni il settore amatoriale ha snaturato quello che era la sua genesi prettamente dopolavoristica. Ora la maggioranza dei praticanti, in particolare di quelli delle attività su strada, hanno un trascorso agonistico, aspetto questo che depone a diverse sfaccettature e certo non risolvibile con le attuali limitazioni.

Le manifestazioni di Fondo (e non solo) non sono più eventi di massa ma si sono tramutate in gare dall’aspetto tecnico “semiprofessionistico”, quindi, senza ipocrisia dobbiamo prenderne atto. Con l’avvento delle Televisioni questo fenomeno è diventato persino più eclatante. Ci sono aziende che coscienti dell’impatto mediatico costruiscono team a tali scopi, trovando terreno fertile tra i tanti ex agonisti. Le G.F. sono si eventi in cui partecipano in massa ma, il proscenio riservato a pochi, quindi credo abbia poco senso continuare a tenere insieme le due cose.   Basta scorrere i vari ordini di arrivo per rendersene conto. A mio avviso bisogna trovare altre soluzioni; una di queste potrebbe essere disporre GF agonistiche con tutti i requisiti e presidi previsti per questo tipo di manifestazioni, ed altre prettamente ciclosportive, cicloturistiche e culturali più a misura dell’universo   cicloamatoriale e delle famiglie al seguito.

Le stesse gare agonistiche, sia esse in circuito che in linea, evidenziano   analoghe problematiche.  Credo che anche in questo caso la soluzione deve essere trovata nel distinguere le due cose. La soluzione la si può trovare facilmente con distinti eventi 1^ e 2^ serie o serie promozionali.  Anche in questo caso si andrebbero a risolvere dei problemi relativi agli ex agonisti, nonché al superamento delle attuali limitazioni che a mio avviso non risolvono la problematica.

Altro aspetto di fondamentale importanza è il riqualificare e rimodulare il cicloturismo sotto le sue forme più disparate, sfruttando anche concomitanze di eventi storici e culturali, coinvolgendo istituzioni, nuclei famigliari, scuole ecc. Riservando   particolare attenzione anche verso la   terza età, nonché a progetti scolatici finalizzati.

Penso ad un   programma di attività dedito anche alla promozione delle ciclostoriche, così come alle cicloturistiche dall’aspetto randonnèe; con orgoglio posso affermare che una percentuale di questo tipo di eventi si svolgono   con egida CSAIn, (ne cito solo alcune di carattere internazionale, 1001 Miglia, Sicilia non Stop, 999).  Notiamo che il settore delle randonnèe trova sempre nuovi consensi, visto che da non solo opportunità di pedalare senza stress, ma è condizione favorevole al turismo, quindi più attinente alle attività dopolavoristiche.

Questo solo per citare alcuni aspetti che, a mio avviso, devono far parte del programma del tavolo condiviso coordinato da Crisafulli”

  • Durante i lavori della riunione avete affrontato e discusso argomenti importanti come la sicurezza delle manifestazioni e i ciclisti in gara:

“La questione della sicurezza è aspetto primario, quindi non posso che ribadire quanto detto da Crisafulli. Il richiamo del Presidente Di Rocco è stato opportuno e pertinente, tuttavia, non basta solo applicare normative e prescrizioni di legge, l’attenzione deve essere sempre massima, non a caso dal tavolo di lavoro è emerso che questo aspetto riguarda indistintamente tutti. A mio avviso, oltre alla imprescindibile sicurezza delle manifestazioni, il nostro impegno deve essere orientato verso un problema ancora più annoso, quale è quello della circolazione stradale dell’utenza ciclistica.

Le cronache di tutti i giorni ci evidenziano immani tragedie che vedono soccombenti la categoria dei ciclisti, a torto o a ragione il ciclista rimane comunque il soggetto debole tra le parti. Pare che finalmente si stia promulgando una legge che tuteli maggiormente il ciclista nel corso della circolazione stradale ma, non basta una legge. Bisogna fare una costante opera di informazione e sensibilizzazione, quindi tutti gli organismi promotori di ciclismo oltre a promulgare campagne comportamentali tra i propri associati, devono coalizzarsi per una ancor più capillare azione informativa, coinvolgendo tutti i mezzi di informazione possibili, in questo la FCI deve essere capofila ancor più di quanto lo è. Come ritengo sia importantissimo coinvolgere il mondo scolastico per assicurarci una più adeguata formazione culturale al riguardo”.

  • Altra mancanza che Crisafulli evidenzia è quella di non far rispettare il periodo di fermo per gli ex agonisti.

“Per quanto riguarda l’ente che dirigo facciamo del nostro meglio per informare il territorio e soprattutto prendiamo tempestivi provvedimenti al verificarsi di queste situazioni ma, il problema è evidente che esiste. Come detto, Crisafulli nella circostanza ha fatto precisi riferimenti.

Io ritengo che anche questo aspetto vada rivisto totalmente. Il problema a mio avviso non si risolve con il periodo di fermo. Le problematiche tecniche relative all’atleta ex agonista rimangono anche dopo il superamento del periodo di fermo stabilito, lungo o corto che sia. E’ connaturato nella struttura stessa dell’atleta ex agonista sviluppare velocità diverse dalla media degli amatori di massa, quindi è naturale ed automatico il connaturarsi di una gara nella gara, con inevitabili frazionamenti che incidono sulla gestione e sicurezza degli eventi.  E conclamato che superato il periodo di fermo, il problema rimane, quindi anche questo è un aspetto che va approfondito e mediato.    La FCI, visto anche la promiscuità delle proprie gare in fuoristrada, ha stabilito che per chi ha svolto prevalentemente attività di questo tipo ci si possa tesserare master senza periodo di fermo. Non discuto la norma ma, talvolta, i possessori di tali licenze ne fanno un abuso, schierandosi anche nelle normali manifestazioni (magari per le gare FCI questo non avviene per tramite i “filtri” disposti dal fattore K), ma il problema rimane per le gare extra FCI, quindi anche questo sarebbe un aspetto da meglio codificare.   Nel tempo ho maturato l’opinione che, rimodulato le norme delle attività di Fondo, cosi come la normativa tecnica, il periodo di fermo potrebbe essere del tutto eliminato, ritornando all’istituzione della categoria MASTER GOLD. Prevedendo, contestualmente la facoltà di limitare la partecipazione di questa categoria solo a distinte manifestazione con presidi organizzativi supplementari e con delle specificità da approfondire.”

  • Sull’elenco unico dei tesserati qual’e la sua opinione?

“E’ vero che la convenzione esplicita questa evenienza, peraltro sulla quale concordo, ma al momento si configurano difficoltà formali connaturate nelle norme statutarie dei singoli organismi. Per quanto riguarda CSAIn stiamo lavorando per superare queste formalità. Tuttavia, se tutti i soggetti coinvolti esponessero pubblicamente le sentenze sanzionatorie emesse dagli organi disciplinari competenti saremmo un passo avanti. CSAIn lo fa.”

  • Sulla normativa del certificato medico e lotta al doping qual’è la posizione di CSAIn:

“Sulla normativa del certificato medico non ci sono opinioni, vi è una legge e questa va applicata e rispettata. Vorrei però precisare che gli adempimenti relativi alle certificazioni mediche sono di competenza delle ASD affiliate, agli EPS, come alla stessa FCI, compete solo dare direttive, richiamando i diretti interessati alle responsabilità correlate.  In merito alla lotta al doping, l’unica cosa che si può fare, cosa che noi di CSAIn facciamo (sicuramente fatto anche da altri ma non ne sono a conoscenza), è il fare prevenzione attraverso incontri di sensibilizzazione con ASD e tesserati. Purtroppo per quanti sforzi si possano fare, la “cultura” del doping permane. Il ciclismo degli enti è fatto per lo più di soggetti maggiorenni e credo che per quanto si possa esercitare il ruolo di “educatori”, su “malati di protagonismo” si incide poco. Al riguardo lo stesso codice etico si è mostrato inefficiente, credo che chi ha titolo a legiferare dovrebbe prevedere non più solo squalifiche temporali ma, stabilire la radiazione definitiva dal mondo sportivo.  Come dicevo prima, la cosa che meraviglia è che ci sono ancora enti che non espongono sui loro siti elenchi di sanzionati, anche questo è un aspetto da affrontare”.

  • “Concorrenza sleale”, differenza tra i costi del tesseramento di FCI ed Enti.

“Visto che in convenzione è stato stabilito il parametro delle quote di tesseramento, quantificato in uno scostamento massimo del 30% da quello federale, non si dovrebbe parlare di concorrenza sleale. Bisogna solo far rispettare la norma; anzi rispettare la norma. Se vi sono EPS che consentono tali sotterfugi, anche se per mezzo di azioni locali, si deve intervenire drasticamente, non vedo alternative. La mia opinione è che su questo aspetto la FCI non deve transigere, invece, ad oggi, i fatti ci dicono altro. A me pare che la vera concorrenza sleale non è tra FCI ed Enti ma tra gli Enti stessi o in particolare da parte di alcuni di questi (ovviamente non generalizzo)”. 

  • Ma se ci sono stati comportamenti scorretti da parte di alcuni soggetti, come evidenziato da Crisafulli, perché non sono stati sanzionati già quest’anno?

“La domanda non la deve rivolgere a me. Posso solo dire che di tali inadempienze ne sono avvenute anche nel 2016 e, se pur circostanziate,  non hanno avuto seguito certo è che, come è stato evidenziato durante la riunione, spesso le periferie operano in modo autonomo dal centro e si possono avere difficoltà ad informare il territorio, ma è pur vero che non si può giustificare tutto con l’ignoranza, forse potrebbe essere utile pensare a delle sanzioni a riguardo”.

  • Assicurazioni. Il confronto può essere ridotto soltanto alla franchigia applicata dall’assicurazione? O ci sono altre voci di cui tener conto?

“No, a me pare ci sia stata una asserzione troppo generica. In primo luogo va precisato che vi è un decreto (296/2010) che dà delle precise direttive sulla materia. Riguardo le polizze degli enti queste sono connaturate nella loro struttura multidisciplinare, quindi non possono essere del tutto sovrapponibili a quelle di una federazione monotematica, peraltro non mi risulta che altre federazioni convenzionate abbiano mosse queste singolarità. Tuttavia, ritengo che le coperture assicurative vanno viste nel loro complesso: franchigie IP, diarie da ricovero, diarie da gesso, spese mediche, RCT tesserati, RCT ASD affiliate, RCT dirigenti ecc., quindi, a mio avviso, l’analisi fatta va ulteriormente parametrata.    

  • Per la denominazione delle categorie si richiama l’UCI, Lei crede sia opportuno uniformarne la   definizione.

“La sostanza non cambia, ormai tutte le iscrizioni alle manifestazioni tengono fede degli anni di nascita, quindi lo ritengo un aspetto ininfluente. Il conservare le denominazioni storiche è stato   un fatto culturale e di abitudine ma non di sostanza, comunque uniformarle nel nome non è un problema. Tenendo comunque in debito conto che gli EPS prevedono categorie amatoriali sin dal 13° annodi età, cosi come previste alle norme sanitarie. Anzi, citando l’UCI mi dà l’opportunità di rimarcare il problema relativo al riconoscimento da parte degli EPS delle tessere emesse da federazioni estere, non avendo gli enti relazioni formali di reciproco riconoscimento con queste strutture, aspetto che la convenzione contratta con la FCI non supera.  Quindi si vanno ad inscenare una serie di problematiche assicurative, sanitarie ecc., oltrepassabili unicamente con un nuovo tesseramento secondo le procedure previste dalla normativa italiana. Nella precitata riunione ho riproposto la questione a Crisafulli, mi auguro che per il 2018 la cosa possa essere definita”.

  • Crisafulli richiama ad una più puntuale attività di informazione riguardo i contenuti delle Convenzione nei confronti dei propri dirigenti territoriali.

“Obiettivamente talvolta si riscontrano delle anomalie interpretative ma, tuttavia ritengo che la questione non riguarda solo i dirigenti degli enti. Come ho avuto modo di dire in assemblea, sicuramente il territorio deve essere a conoscenza degli iter procedurali mai i rapporti di convenzione sono tenuti unicamente a livello centrale, quindi giustissimo il coinvolgimento ma altrettanto giusto è l’evitare sovrapposizioni”.

  • Crisafulli, saggiamente, dice che   i margini di crescita ci dicono che la “lotta” tra Enti non è la soluzione. Lei cosa ne pensa.

“Penso e dico esattamente la stessa cosa. Tuttavia sono convinto che la soluzione è sempre radicata nelle regole e nel rispetto del lavoro altrui. Il baratto, svendere tessere, come i sotterfugi, non fanno crescere ma danno solo opportunità a mercanti del momento. A mio avviso, la crescita passa attraverso la credibilità del lavoro, dei servizi prestati e tramite la promulgazione di   attività a misura del mondo che si rappresenta. Questo è il mio pensiero e su questa strada conduco il mio settore, cosa che faccio in simbiosi d’intenti, con i tanti amici che sul territorio lavorano al mio fianco. Comunque la soluzione la troviamo scritta nelle pieghe della convenzione, basta applicarla. La Consulta, essendo un organo consultivo, non è riuscita a risolvere questo problema, ora, fiducioso, pur nel rispetto delle autonomie dei singoli EPS, confido nel ruolo della FCI. Vedremo!”

  • Duecentomila amatori tesserati da FCI ed Enti e oltre ottocentomila che non sono tesserati secondo le cifre snocciolate da Crisafulli. E’ difficile inoltre capire quali possono essere i servizi da migliorare sotto il punto di vista qualitativo e dedicare agli amatori.

“Sicuramente questi dati sono approssimativi, certo è che di persone che vanno in bicicletta in modo non organizzato ve ne sono molte. Guardando a questi “ottocentomila” il mio primo pensiero è rivolto a quanti di questi si sono premuniti di una idoneità medica. Avvicinarli e coinvolgerli deve essere il compito primario di chi promuove sport, cosa che lo si può fare maggiormente tramite iniziative promozionali e ludiche anche sostenendo iniziative delle ASD affiliate. Per esperienza diretta posso affermare che tanti praticanti   della Mountain Bike sono dei neofiti che provengono proprio da questa fascia di cittadini.

Come ho detto in precedenza, il mondo cicloamatoriale si presta a tante opportunità. Ognuno vi può coronare le proprie aspettative, alla classe dirigente, agli EPS e FCI, come alle stesse ASD affiliate   compete creare le condizioni opportune. Certo   l’importante è che ci sia una normativa tassativamente equanime per tutti i soggetti coinvolti. La differenza tra questi la deve fare solo la qualità dei servizi e non certo il ricorso ad espedienti. 

Per ciò che mi riguarda direttamente posso dire che nonostante la vocazione agonistica, in CSAIn siamo costantemente impegnati nella promozione e sostegno di   diverse iniziative ludiche, culturali e aziendali che, assolvendo anche al ruolo di Ente di promozione sociale quale CSAIn è. In sostanza, ritengo che il ciclismo amatoriale debba essere più a misura dei praticanti, creando opportunità per tutti. Quindi, come dicevo in precedenza questo deve essere uno degli impegni primari da assolvere”.

  • Quali sono le sue conclusioni?

“Le mie conclusioni sono che, volendo, abbiamo l’opportunità di rinnovare il fantastico mondo che ruota intorno alla bicicletta. CSAIn al suo interno cerca di farlo ma cosa ancor più importante è farlo in una condivisione di progetti parlando tutti lo stesso linguaggio. Esortando “tutti ad aprire la mente” Crisafulli sembra aver ben individuato il fulcro del problema, scegliendo la strada della collaborazione pur mantenendo un ruolo di garante la FCI potrà riuscire a superare quelli che sono stati i limiti della consulta garantendo la giusta sicurezza, fungendo da stimolo al miglioramento dei servizi a beneficio di tutti coloro che vorranno avvicinarsi a questo nobile sport. Oltre a ribadire la mia fiducia e l’augurio di buon lavoro a Gianantonio Crisafulli, tengo anche a ringraziare Paolo Pavoni che negli anni è stato un interlocutore attento e competente, quindi concludo riaffermando che le soluzioni ai tanti problemi le troviamo nelle parole di Crisafulli ” metodo di lavoro basato sul dialogo, nella quale, però, sono stati fissati anche obblighi e responsabilità“.  Affidiamo il responso ai prossimi mesi.”

 

 

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Gino Bartali Eroe Silenzioso dall’11 al 18 giugno allo spazio LA STECCA 3.0 di Milano

Nel 2013 Gino Bartali è stato dichiarato «Giusto tra le nazioni» dallo Yad Vashem, il memoriale ufficiale israeliano delle vittime dell’Olocausto, per aver salvato centinaia di ebrei durante la Seconda Guerra mondiale.

 Le medaglie sportive te le attaccano sulle maglie e poi splenderanno in qualche museo. Quelle guadagnate nel fare il bene si attaccano sull’anima e splenderanno altrove
(Gino Bartali)
Gino Bartali, a soli ventiquattro anni, incarna il ciclismo eroico degli anni ’30. Protagonista assoluto, ha un grande sogno: vincere Giro d’Italia e Tour de France nello stesso anno.

Ma la Storia, incarnata nel Fascismo, entra prepotentemente a cambiare per sempre la sua carriera: la sua vita sportiva viene piegata ai voleri e alle mire del Duce, che vede in Gino Bartali l’ambasciatore azzurro del fascismo nel mondo…

Ma Bartali non ci sta, ed è qui che inizia la pagina meno nota della vita di Ginettaccio, che aderisce come staffetta alla rete clandestina organizzata dall’arcivescovo di Firenze Elia Dalla Costa.

Una corsa giusta, nella speranza che il mondo cambi e ritrovi il suo senso.

Per parlare dell’Italia e degli italiani al tempo del Fascismo, della fatica dello sport e del silenzio delle azioni più coraggiose. Per raccontare la vita di un campione sportivo, ma soprattutto di un uomo che ha scelto da che parte stare.

Lo spettacolo racconta questa storia in maniera appassionante e approfondita. Una storia che Bartali  ha sempre tenuto nascosta, perché “il bene lo si deve fare ma non lo si deve dire, che se lo dici si sciupa”.

I lettori di Radiocorsaweb.it potranno usufruire dello speciale sconto di 4 euro sul biglietto d’ingresso

tratto dal libro La corsa giusta di Antonio Ferrara (ed. Coccole Books)

con Federica Molteni

regia Carmen Pellegrinelli

scenografia Michele Eynard

foto di scena Andrea Crupi – Spazio CAM

produzione Luna e GNAC Teatro

con il sostegno di Edizioni Coccole Books

 

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Giro d’Italia Amatori, Alberto D’Acuti ed Elisa Rigon i più veloci contro il tempo a Tortora Marina

Secondo appuntamento giornaliero consecutivo con il Giro d’Italia Amatori che ha messo agli archivi la breve e velocissima cronometro di 8 chilometri sul lungomare di Tortora e Praia a Mare.

Il miglior tempo assoluto è stato ottenuto da Alberto D’Acuti (Ciclomillenio – 10’03” – 1°Fascia M1/M2/M3) davanti a Bruno Sanetti (Vigili Del Fuoco – 10’09”), Mirko Mollica (Team World Cycling Cps Cavaliere –  10’12” – 1°Fascia Elite Sport), Antonio Borrelli (Team Cps – 10’15” – 1°Fascia M4/M5/M6), Ciro Greco (Piconese Melendugno – 10’19”) Alessandro Fantini (GC Melania – 10’21”), Antonino Ruvolo (Asd Alfabike – 10’27”),  Luigi Ambra (Born To Run Magnum – 10’28”), Giovanni Miloro (Asd Alfabike – 10’31”), Walter Basili (GC Melania – 10’35”), Vladimiro D’Ascenzo (GC Melania – 10’37”), Adriano Luciano (Team World Cycling CPS Cavaliere – 10’38”), Salvatore Lo Faro (Asd Alfabike –  10’39”), Michele Scalabrelli (GS Vigili Del Fuoco – 10’39”) ed Alessandro Ercoli (Vigili Del Fuoco – 10’42”), in evidenza anche Egidio Viggiano (Asd Castelluccese – 12’30”) per la riconferma del primato nella fascia M7/M8.

Al femminile gran bella prova contro il tempo da parte della campionessa italiana in carica Elisa Rigon (AS Roma Ciclismo – 11’50”) davanti alla compagna di squadra Elena Cairo (12’21”), Maria Pia Savoca (Velo Club Racing Assisi Bastia – 12’51”) e Adriana Ratini (Ciclomillennio – 13’20”).

Per effetto dei vari distacchi cronometrici la classifica generale è stata ridisegnata in alcune fasce con D’Acuti in vantaggio di 6” su Greco e di 18” su Fantini tra i Master 1-2-3, Borrelli sopra Basili (20”) e D’Ascenzo (22”) tra i Master 4-5-6, Rigon al comando davanti Cairo (24”) e Ratini (1’24”) in quella femminile.

Nessuna variazione per Greco davanti a Mollica e Ambra tra gli Elite Sport così come per Viggiano che guida la fascia M7/M8 davanti a Giancarlo Delle Monache del GS Vigili del Fuoco (3’14”) e all’instancabile Domenico Barone della Tortora Bike Panthers (5’30”), quest’ultimo molto acclamato ed applaudito nella sua città di Tortora anche in funzione del ruolo di coordinatore tecnico e disegnatore dei percorsi per conto del comitato organizzatore dell’Asd Giro d’Italia Amatori e dell’amministrazione comunale del sindaco Pasquale Lamboglia e dell’assessore allo sport Biagio Praino.

Una giornata impreziosita dalle “ragazze immagini” di questo Giro Amatoriale 2017 con Samantha Cavalieri (neo Miss Giro d’Italia Amatori 2017 e Miss Italia Matera 2016), Antonella Licciardi (fotomodella) e le Giroline dell’Agenzia GDL Moda e Spettacoli di Giancarlo De Luca e Adriano Bevilacqua, ad aggiungere ed animazione a quest’edizione della corsa a tappe che si concluderà domani con la terza frazione da Tortora Marina (ritrovo alle 7:30 a Piazza Stella Maris-Lungomare Sirimarco e partenza alle 9:00) a Tortora Paese di circa 80 chilometri su un tracciato che costeggia il mare e l’entroterra dell’Alto Tirreno prima dell’ultima fatica in cima a un’ascesa di 5 chilometri che porterà in pieno centro storico (arrivo previsto intorno le 11:30).

 

Video seconda tappa a cura di Atlantide Video Service al link 

Credit fotografico Max Diex e Bartolo Fotografo

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Giro d’Italia Amatori, prima tappa a Tortora Marina nel segno di Sirio Sistarelli ed Elena Cairo

Il Giro d’Italia Amatori ha messo in archivio la prima tappa a Tortora Marina con la presenza di oltre un centinaio di atleti che si sono dati battaglia in un circuito cittadino di 5 chilometri percorso 15 volte a ritmi notevoli con il caratteristico sfondo dell’Isola di Dino (la più grande delle due isole calabresi insieme a quella di Cirella) nella Riviera dei Cedri.

La manifestazione amatoriale a tappe, organizzata dall’Asd Giro d’Italia Amatori, è stata accolta con grande entusiasmo alla partenza dall’amministrazione comunale di Tortora (rappresentata dal sindaco Pasquale Lamboglia e dall’assessore allo sport e al turismo Biagio Praino) e da tutta la cittadinanza locale con la presenza di un ospite d’eccezione: Paolo Simone, l’ultracycler che in questi giorni sta compiendo per intero il suo Giro d’Italia in sella alla sua mountain bike: partito da Novara, sua città natale, il 3 maggio scorso, dovrà completare un itinerario di 6000 chilometri attraversando gli Appennini per tornare nuovamente a Novara.

Al via del Giro amatoriale 2017 anche la nutrita rappresentativa mista “nazionale” dei Vigili del Fuoco, composta dai comandi di Roma, Arezzo, Perugia, Viterbo, Catania, Messina, Reggio Calabria e Vibo Valentia che hanno dato lustro alla sesta edizione.

Dopo la sfilata iniziale dei partecipanti ad andatura turistica con i baby campioncini dell’Asd Marco Pantani di Montesano sulla Marcellana e in compagnia di Paolo Simone a fare da apripista, la corsa ha fatto registrare diversi tentativi di fuga con Alberto D’Acuti (Ciclomillennio), Valter Basili (GC Melania), Antonino Ruvolo (Asd Alfabike), Davide Martinelli (GS Vigili del Fuoco) e Cosimo De Santis (Piconese Melendugno) a lungo in avanscoperta.

Nelle ultime due tornate Sirio Sistarelli (GC Melania – 1°Fascia M1/M2/M3), Ciro Greco (Piconese Melendugno – 1°Fascia Elite Sport) e Alex La Mantia (Team Velociraptor) hanno trovato le gambe e l’accordo per avvantaggiarsi dal gruppo dei migliori e presentarsi in quest’ordine sotto l’arrivo precedendo di una decina di secondi Matteo Cecconi (GS Vigili Del Fuoco), Luigi Ambra (Born To Run Magnum), Valter Basili (GC Melania – 1°Fascia M4/M5/M6), Cosimo De Santis (Piconese Melendugno), Alessandro Fantini (GC Melania), Vincenzo Bellanza (Squadra Terun Scalea) e Aldo Barone (Team Due Ruote Giussano), più defilato Egidio Viggiano (Asd Castelluccese – 1°Fascia M7/M8).

Al femminile in gran evidenza Elena Cairo (AS Roma Ciclismo – 1°Fascia Donne) che si è lasciata alle proprie spalle (Adriana Ratini Ciclomillennio), Elisa Rigon (AS Roma Ciclismo) e Maria Pia Savoca (Velo Club Racing Assisi Bastia).

Tra Tortora Marina e Praia a Mare si disputerà domani, sabato 3 giugno, la seconda tappa di 8 chilometri a cronometro sul lungomare (partenza del primo corridore alle 14:30 in Piazza Stella Maris-Lungomare Sirimarco con intervalli di un minuto tra un corridore e l’altro). Domenica 4 giugno gran finale con una tappa ondulata di circa 80 chilometri che terminerà nel centro storico di Tortora Paese.

Video prima tappa a cura di Atlantide Video Service al link

 

Credit fotografico Max Diax e Bartolo Fotografo

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Giro d’Italia Amatori, finalmente si parte con la prima tappa a Tortora Marina

Il Giro d’Italia Amatori arriva a festeggiare in grande stile la sesta edizione a testimonianza della voglia di mettere in risalto il territorio della Calabria e dell’Alto Tirreno con Tortora che si è addobbata appositamente di “Rosa” per accogliere i migliori ciclomaster d’Italia.

Preparativi ormai terminati per il dinamico comitato organizzatore dell’Asd Giro d’Italia Amatori e domani, venerdì 2 giugno, sarà il giorno della prima tappa (ritrovo alle 13:00 e partenza alle 14:30 da Piazza Stella Maris antistante il lido Armonia in Lungomare Sirimarco che sarà il fuicro logistico della manifestazione con la verifica iscrizioni e la consegna dei pacchi gara dalle 9:00 alle 11:30) in circuito cittadino di 5 chilometri da ripetere 14 volte più un giro da percorrere ad andatura turistica per un format di manifestazione che privilegia il divertimento e la sicurezza verso gli oltre 100 partecipanti attesi in terra calabra.

Sempre tra Tortora Marina e Praia a Mare si disputerà sabato 3 giugno la seconda tappa di 8 chilometri a cronometro sul lungomare. Domenica 4 giugno gran finale con una tappa ondulata di circa 80 chilometri che terminerà nel centro storico di Tortora Paese.

Il testimonial dell’evento è Gilberto Simoni, due volte Re del Giro d’Italia professionisti nel 2001 e nel 2003, che risponde sempre molto volentieri all’invito degli organizzatori ed ha sposato subito la causa del Giro d’Italia Amatori a fianco di tutte le iniziative sul territorio nazionale a carattere giovanile.

Il Giro d’Italia Amatori presenta una classifica generale a tempo. Qualora un corridore dovesse ritirarsi durante una tappa per un incidente o per un guasto meccanico che gli preclude di terminare la corsa, il corridore potrà comunque ripartire il giorno dopo, ma non potrà più concorrere per la classifica generale. Potrà comunque competere in tutte le altre classifiche e partecipare alle estrazioni dei premi giornalieri.

A supportare lo sforzo organizzativo del Giro 2017 i partner Selle Smp, Acqualagna Tartufi, Astoria, Nuovo Parco dei Ciliegi Marchi Auto, Cicli Lombardo, Franciscus Viaggi, D’Aniello Cycling Wear, Vini Ciù Ciù, Inbici, Lowell, Mondo Ottica, Jolly Arredo, Vini Giacobazzi, Pesa Gomme, Motostaffette Potenza, Canale Italia (Scratch), Campolongo Latte, Angelo Morucci e Venturini Mario-Art in Design, Melania, Falcone Caffè, Kemon, Europa Ovini, Vini Fantini e Tiberina Carni che consentono, grazie alla loro disponibilità ed al loro contributo, di realizzare questa edizione.

 

LE MAGLIE IN PALIO AL GIRO D’ITALIA AMATORI 2017

Maglia Rosa élite sport (19-29 anni): Kemon

Maglia Rosa M1-M2-M3 (30-44 anni): Comune di Tortora

Maglia Rosa M4-M5-M6 (45-59 anni): Acqualagna Tartufi

Maglia Rosa M7-M8 (over 60): Europa Ovini

Maglia Rosa donne (unica): Selle Smp

Maglia Verde Gpm: Nuovo Parco dei Ciliegi

Maglia Arancio traguardi volanti: Cicli Lombardo

Maglia Bianca Ultimo Km: Rock No War

Maglia Nera: Selle Smp

Maglia Gialla a punti per la miglior società: Acqualagna Tartufi

Video promo Giro d’Italia Amatori 2017

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Giro d’Italia Amatori: alle porte la settimana dedicata al ciclismo amatoriale e giovanile

Si sta avvicinando a grandi passi il Giro d’Italia Amatori in terra di Calabria e Il grande lavoro in ambito organizzativo a cura dell’Asd Giro d’Italia Amatori sarà ampiamente ricompensato dallo svolgimento di una straordinaria edizione “all’insegna del classico motto insieme ali amatori per il ciclismo giovanile” in una location suggestiva come Tortora (la porta della Calabria) ed anche l’occasione di promuovere il turismo sportivo sfruttando il ponte del 2 giugno (Festa della Repubblica).

Il Giro Amatoriale 2017 debutta a Tortora Marina venerdì 2 giugno con la tappa in circuito di 13,7 chilometri da ripetere 7 volte. Sabato 3 giugno la cronometro di 11 chilometri sul lungomare di Tortora con il coinvolgimento di Praia a Mare. Domenica 4 giugno epilogo con una tappa ondulata di 83,2 chilometri fino a Tortora Paese.

Domenica 28 maggio anteprima giovanile in Campania a Montesano sulla Marcellana con la gara baby dai 7 ai 12 anni al mattino e al pomeriggio con gli esordienti e le donne allieve organizzata dall’Asd Marco Pantani con l’intento di valorizzare al meglio il connubio tra il mondo ciclistico amatoriale e quello giovanile che ruota intorno al marchio del Giro d’Italia Amatori.

Una delle tante novità dell’edizione 2017 è l’aumento del numero delle Maglie Rosa che salgono a cinque: élite sport (19/29 anni sponsorizzata dalla Kemon), master 1-2-3 (30/44 anni – Comune di Tortora), master 4-5-6 (45/59 anni – Acqualagna Tartufi), master 7-8 (60 e oltre – Europa Ovini) e donne (unica – Selle Smp) con premiazione estesa ai primi cinque di ogni fascia mentre il secondo e il terzo classificato avranno il privilegio di vestire una maglia celebrativa che premierà il podio grazie a Selle Smp (secondo) e Vini Fantini (terzo).

A supportare lo sforzo organizzativo per il Giro d’Italia Amatori 2017 i partner Selle Smp, Acqualagna Tartufi, Astoria, Nuovo Parco dei Ciliegi Marchi Auto, Cicli Lombardo, Franciscus Viaggi, D’Aniello Cycling Wear, Vini Ciù Ciù, Inbici, Lowell, Mondo Ottica, Jolly Arredo, Vini Giacobazzi, Pesa Gomme, Motostaffette Potenza, Canale Italia (Scratch), Campolongo Latte, Angelo Morucci e Venturini Mario-Art in Design, Melania, Falcone Caffè, Kemon, Europa Ovini, Vini Fantini e Tiberina Carni che consentono, grazie alla loro disponibilità ed al loro contributo, di realizzare questa edizione.

Tutte le informazioni generali relative a regolamento di gara e logistica alberghiera sono reperibili sul sito della manifestazione

Video promo Giro d’Italia Amatori 2017

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La Maglia Bianca Pirelli premierà il miglior giovane

Un grande brand come Pirelli torna dunque a legare il suo nome al mondo del ciclismo e lo fa scegliendo di sponsorizzare la Maglia Bianca del GIRO UNDER 23 ENEL, a pochi giorni dall’annuncio dell’arrivo sul mercato di PZero Velo, i nuovi pneumatici da bici dedicati alle specialissime da strada, disponibili da settembre.

“Pirelli ricomincia dai giovani, con una maglia bianca che oltre ad essere un riconoscimento alle nuove promesse che competono in questo incredibile sport, è un ritorno alle origini dell’azienda, nel ciclismo – dichiara Antonella Lauriola, COO Business Unit Velo Pirelli – Infatti già negli anni ’50-’60 era stato istituito il Gran Premio Pirelli, dedicato alle nuove generazioni e al loro impegno nello sport.”

Il Giro, che manca dalle strade dal 2012, prenderà il via il prossimo 9 giugno da Imola per concludersi a Campo Imperatore il 15 dello stesso mese dopo sette tappe e 956 chilometri. Al via 30 squadre e 180 corridori in quella che si preannuncia come una delle corse più importanti dell’anno per il ciclismo giovanile a livello internazionale.

“Sono felice che un’azienda nata con le biciclette, come Pirelli, abbia scelto il Giro d’Italia Under 23 per tornare al ciclismo e l’abbia fatto pensando ai giovanissimi” – commenta Davide Cassani, CT della Nazionale Italiana di Ciclismo – Come Giro Under 23 saremo molto attenti a seguire, nel modo più capillare possibile, i giovani della Maglia Bianca e siamo orgogliosi che un’azienda storica come Pirelli abbia accettato il nostro invito ad istituire questo riconoscimento”.

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Rabozzi è il sessantanovesimo vincitore della Coppa Giacosa

Mondovì (Cuneo) – Diego Rabozzi (Bici Club 2000 Borgomanero) è il sessantanovesimo vincitore della prestigiosa Coppa Bruno Giacosa. Il sedicenne di Cavaglio D’Agonia, ha allungato a undici chilometri dall’arrivo conquistando subito duecento metri di vantaggio sul gruppo. Testa china sul manubrio, senza mai guardare alle sue spalle, dando vita ad una vera e propria cronometro finale di cui erano protagonisti lui e il gruppo, il ciclista novarese riusciva a centrare il prestigioso successo per soli due secondi su Riccardo Baratella (Rostese Rodman) che regola il gruppo in volata. Al terzo posto Giacomo Campi (Genoa Bike Vallestura).

Una vittoria meritata per Rabozzi che ha creduto nella sua azione, mentre qualche rammarico ha turbato i sogni post gara di alcuni dei protagonisti che non sono riusciti ad organizzarsi per chiudere sul fuggitivo negli ultimi dieci chilometri.

“Dedico questa vittoria a mia nonna Giovanna, che mi sostiene nello svolgimento dell’attività ciclistica” ha sottolineato il vincitore prima di raccontare il finale che lo ha visto protagonista assoluto della gara. “Ho allungato prima dell’inizio della salita di San Grato insieme ad Alessandro Bona e Alberto Minacci (Pedale Ossolano). Poi siamo stati raggiunti dal gruppo e io mi sono lasciato sfilare di alcune posizioni prima di affrontare la discesa. A undici chilometri dal traguardo ho allungato guadagnando duecento metri sul gruppo. Sapevo che era un’ impresa ardua riuscire a vincere, ma ho dato tutto senza mai girarmi e sono riuscito a vincere”.

Rabozzi, al suo quarto anno di attività ciclistica è riuscito a conquistare due successi tra gli esordienti. Quella di Mondovì è la prima vittoria tra gli allievi. Il suo idolo è Contador: “anima sempre le gare e ti fa emozionare”.

In trentasei su ottantuno partecipanti hanno concluso la gara. La salita di San Grato da ripetere tre volte, il caldo e le numerose rotonde che costringevano i ciclisti a rilanciare sempre la loro azione, hanno reso selettiva questa gara.

Perfetta l’organizzazione della Ciclo Amateurs Mondovì del presidente Domenico Pizzi Mantella. Da sottolineare anche il lavoro effettuato dai diversi gruppi di volontari e moto staffette coordinate da Luca Asteggiano e Giorgio Mana.

La manifestazione era valida quale prova unica per l’assegnazione del titolo provinciale FCI allievi Cuneo che è stato conquistato da Marco Lo Verso (Vigor Cycling Team).

E domenica si replica con la ventesima edizione del Giro delle Valli Monregalesi, quarta prova del prestigioso circuito Coppa Piemonte, che avrà la stessa location e organizzazione della Coppa Giacosa. Ben 1200 sono i ciclisti già iscritti alla Granfondo.

Ordine arrivo

1°) Rabozzi Diego (Bici Club 2000 Borgomanero)

2°) Baratella Riccardo (Rostese Rodman)

3°) Campi Giacomo (Genoa Bike Vallestura)

4°) Rizza Stefano (E-Volution Città di Valenza)

5°) Lo Verso Marco (Vigor Cycling Team)

6°) Aimonetto Pietro (Esperia Piasco)

7°) Monte Andrea (Bici Club 2000 Borgomanero)

8°) Portigliatti Luca (Rostese Rodman)

9°) Costamagna Giovanni (U.C. Alassio)

10°) Aimar Giacomo (Esperia Piasco)

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Storie di Bici e dintorni: una mostra da non perdere

A Novi Ligure, nel Museo dei Campionissimi, il più grande museo d’Europa dedicato alla Bicicletta, a Fausto Coppi e a Costante Girardengo, è allestita la mostra “Storie di Bici”. Il percorso si apre con i 200 anni di evoluzione della bici, intervallato da racconti legati ad aspetti di vita del quotidiano che si sono succeduti in questi due secoli di storia. La sala centrale invece, è un omaggio ai grandi campioni del Giro:  Costante Girardengo, Fausto Coppi, Gino Bartali e Marco Pantani.
Il territorio definito l’università del ciclismo, trova spazio e rappresentazione con gli allestimenti dedicati alle officine di Novi e gli intrecci con la storia locale legata al ciclismo che partono dalla fine del 1800.

In occasione del passaggio del Giro d’Italia nel Basso Piemonte, sabato 20 maggio dalle ore 10.30 e alle ore 16.00 appuntamento, al Museo dei Campionissimi di Novi Ligure, con una visita  guidata “speciale” alla mostra Storie di Bici e dintorni, condotta dalla curatrice della mostra Barbara Gramolotti.

Inoltre per tutto il fine settima i megaschermi del museo trasmetteranno la diretta del Giro d’Italia

Orari di Apertura della mostra al Museo dei Campionissimi (Viale dei Campionissimi 2 Novi Ligure)

venerdì pomeriggio 15-19

sabato, domenica e festivi 10-19

Costo

Biglietto  7 euro

Riduzione a 5 euro per chi prenota la visita tramite la app della startup torinese Thetips.it . La app  scaricabile gratuitamente da tutti gli smartphone

Riduzione a 5 euro per chi sceglie il menu’ del territorio a Torino con Raviolhouse

Ingresso Gratuito per i bambini fino a 5 anni e i titolari di Abbonamento Musei e Torino+Piemonte Card

Per ulteriori informazioni sulla mostra https://goo.gl/8ejtVj

 

Lo stretto legame tra il ciclismo e l’alessandrino, quel territorio che ha dato i natali ai Campionissimi prima Costante Girardengo e poi Fausto Coppi, è alla base del progetto di valorizzazione del Distretto del Novese dal titolo “Storie di Bici e dintorni“, un’officina itinerante sul ciclismo che coinvolge tutto il territorio del Basso Piemonte.

Vengono raccontati i 200 anni che hanno fatto la storia della bici e la sua evoluzione, dalla Draisina del 1817 fino agli ultimi modelli, parallelamente al contesto socio-culturale delle diverse epoche, anche grazie a fotografie, filmati e manifesti pubblicitari, senza dimenticare un omaggio ai Campionissimi del Giro:Costante Girardengo, Fausto Coppi, Gino Bartali e Marco Pantani.

Dove e quando

Sede principale il Museo dei Campionissimi, a Novi Ligure (AL), dove la sera del 4 maggio 2017, con il Compleanno della Bici, c’è stata l’inaugurazione della mostra che ha aperto al pubblico venerdì 5 maggio per concludersi domenica 2 luglio 2017. Oltre al Museo dei Campionissimi, sono coinvolte altre location solite e insolite nei “dintorni”, che ospiteranno bici e racconti: Castellania con Casa Coppi, l’associazione Fausto e Serse Coppi, la sede comunale e l’azienda vitivinicola Vigne Marina Coppi; Gavi con il Forte; Tagliolo Monferrato con il Castello; Serravalle Scrivia con Villa Bollina; Pozzolo Formigaro con il Bar Centrale e Torino con Raviolhouse.

L’idea…

Storie di Bici e dintorni vuole coinvolgere tutti, non solo gli appassionati del ciclismo, perchè dietro il racconto di ciascuna bici, c’è su grande scala un pezzo di storia dell’Italia e del mondo e su piccola scala c’è il proprio ricordo, della propria infanzia, di quella dei genitori o dei nonni. E se si ha avuto la fortuna di crescere in quello che è stato definito “l’università del ciclismo” gli aneddoti che si tramandano, si intrecciano con le persone che hanno fatto la storia del Ciclismo.

Lo scorso anno Davide Cassani, CT della nazionale italiana maschile élite di ciclismo su strada, ci ha rilasciato un intervista, in occasione della sua partecipazione a Novi Ligure ad una serata dedicata ai Campioni, concludendo con le seguenti parole: “La bicicletta nasce come gioco, diventa sport e poi in alcuni casi lavoro. Ma il segreto è sentirla per tutta la vita un gioco. Se devo pensare alla mia esperienza personale, la bicicletta mi ha portato a conoscere il mondo. In bicicletta rifletti, senti i profumi e gli aromi della terra, provi te stesso, ti isoli. Un viaggio fantastico. E se ci pensi bene, il primo equilibrio che trovi nella vita, da bimbo, è proprio quello in bici: magico il giorno in cui riesci da solo a viaggiare con la tua bicicletta senza le rotelline.”

Ci piace pensare che anche il nostro progetto possa trasformarsi in un viaggio fantastico di racconti, luoghi, persone e curiosità!

Il “GIRO dell’Oca”: Storie di Bici e dintorni è anche …gioco“ #ingirocolgiro

Nel contesto del progetto  Storie di Bici e dintorni, il Distretto del Novese, al Museo dei Campionissimi, a Novi Ligure (AL), coinvolgerà i ragazzi con una doppia proposta: un grande gioco dell’oca declinato sul ciclismo  “Giro dell’Oca” e in collaborazione con il Museo Ghisallo di Magreglio una vera e propria Caccia al cimelio, un gioco social per i ragazzi in occasione della 100ma edizione del Giro d’Italia.

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Luca Panichi, sulle strade biellesi del Giro per dimostrare che nulla è impossibile

È iniziata molto presto la giornata biellese di Luca Panichi, l’uomo che scala le salite del Giro d’Italia dal 2010 e che venerdì 5 maggio, per la prima volta, è giunto sul territorio biellese per ispezionare la strada che lo condurrà all’impresa.

Luca è stato ospite della scuola media inferiore Biella 3, nella quale ha parlato agli studenti di terza media in modo profondo e come un fiume in piena ha raccontato la sua storia. “Ho iniziato a correre in bici quando avevo solo 8 anni, e da qual momento non ho mai smesso”. E non ha smesso neanche dopo il suo incidente. “Ero in bicicletta, correvo una cronoscalata e un’auto, che non doveva essere sul mio percorso, mi ha investito e sbalzato in aria provocandomi una lesione cervicale in tre punti. A quel punto avevo due opportunità: l’autocommiserazione e smettere di fare sport; oppure adattarmi alla mia nuova situazione e riversare lì tutta la mia esperienza e la mia passione. Indovinate cosa ho scelto?” E mentre prosegue il racconto tra un aneddoto di quando era tra i banchi di scuola, come quando il preside lo riprese per aver mangiato in classe i suoi spaghetti a causa degli imminenti allenamenti, e in bicicletta, i ragazzi lo ascoltano estasiati dall’esempio di vita che si ritrovano davanti.

Conclude, poi, con un forte discorso di sensibilizzazione nei confronti dello sport: “Vincere è bello, ma non fondamentale; ancor meno è ottenere una prestazione perfetta. Spesso la perfezione non diverte neanche. Ciò che è davvero importante nello sport, e conseguentemente nella vita, è la passione. Se voi credete in quello che fate e ci mettete tutta la passione di cui disponete, non esisteranno risultati negativi. E se anche qualche situazione negativa si presenterà davanti a voi, avrete la forza per trasformarla in qualcosa di positivo a vostro vantaggio. Non sottovalutate l’aspetto mentale, perché con la vostra forza di volontà potete raggiungere qualsiasi obiettivo”.

Successivamente si è spostato verso il Liceo sportivo dove ha trovato i futuri “trainer e allenatori”. È in quest’ottica che ha iniziato il suo discorso, leggendo una lettera di un allenatore a una madre che ritirò suo figlio dalla squadra di calcio della sua città in quanto “scarso”. Ha esortato i ragazzi a trasmettere i giusti valori agli sportivi con cui avranno a che fare un giorno. “Non guardate al risultato raccolto, ma piuttosto all’impegno profuso per arrivare fino a lì”.

Poi arriva la commozione e gli occhi di tutti diventano lucidi quando, in un passaggio del suo discorso, ricorda Michele Scarponi: “Era un campione in bicicletta, è evidente; ma ancor di più lo era nella vita. Sempre umile, affabile, un vero comunicatore che non si tirava mai indietro quando un tifoso gli chiedeva un autografo o una fotografia. Era un vero leader all’interno del team, non perché si imponesse con la forza o con i risultati, bensì perché sapeva ascoltare il suo corpo e quando percepiva che le sue condizioni fisiche glielo consentivano si metteva a disposizione dei suoi compagni. Non dimentichiamoci che la vittoria al Giro di Vincenzo Nibali lo scorso anno è stata anche, gran parte, merito suo”.

Per finire il suo intervento, ha mostrato agli studenti alcuni video che mostrano le sue imprese. È a quel punto che la platea capisce chi ha davanti, l’uomo che ha scalato in carrozzina l’inferno Zoncolan, di pendenza media al 16%, in 6 ore e 42.

È verso le 15 che Luca Panichi ha iniziato la preparazione verso il Giro d’Italia numero 100. Accompagnato in auto da piazza Martiri, a Biella, fino al Santuario mariano di Oropa. 12 chilometri che Luca osserva, pianifica e studia. I 12 chilometri della montagna Pantani che lo faranno entrare ancora una volta nella storia. Abbastanza fiducioso sul primo scalino che dalla città conduce a Cossila e nella quale si promette di “menà al massimo”, diventa più preoccupato sul secondo scalino, quello di Favaro dove si tocca una pendenza del 10-12%. “Non me l’aspettavo così dura ‘sta salita eh!” – esclama quando arriva in cima con l’umorismo che lo contraddistingue. Poi la decisione: “Dai facciamo l’ultimo chilometro”. E così ha affrontato gli ultimi 1000 metri, tra curve e pavé, che lo hanno condotto sul rettilineo d’arrivo. La prima impressione quando finalmente si ferma: “Quanti giorni ho per allenarmi? Quindici?”. Infine dichiara l’obiettivo: “Tempo massimo 4 ore e 30”.

Indicazioni forti quelle di Luca Panichi, segno che neanche i ciclisti professionisti dovranno sottovalutare la salita Biella-Oropa all’interno della 14ª tappa, l’unica completamente piemontese e che toccherà due luoghi storici per il ciclismo italiano: Castellania, dove nacque Fausto Coppi, e, ovviamente, Oropa, dove Marco Pantani scrisse una pagina fondamentale della storia delle due ruote.

 

Fonte: http://www.newsbiella.it

 

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Luca Asteggiano: cuore e passione per il ciclismo

Mondovì (Cuneo) – “Il percorso fatto è passato. Ora conta il futuro: si può cercare di immaginarlo, ma soprattutto di costruirlo”. Parole che nella tradizionale attenzione alla comunicazione e rispetto del lavoro altrui, caratterizzano la vita di Luca Asteggiano. Un atteggiamento che rappresenta la chiusura di quel cerchio che ha contraddistinto e continua a farlo l’impegno al servizio del mondo delle due ruote in ambito federale e ha per base la ferma convinzione che nella vita, come nello sport, non ha alcun senso occupare delle poltrone per vantarsi degli incarichi, ma per mettere a disposizione del movimento l’esperienza maturata sul campo.

Direttore di corsa da diciannove anni, abilitazione per gestire anche le gare professionistiche, responsabile della Struttura Tecnica del Comitato Regionale Piemontese FCI, vice presidente della Ciclo Amateurs Mondovì: “Ma quando parliamo delle manifestazioni” incalza Asteggiano. Nasce in bici, figlio di un direttore sportivo vecchio stampo, gareggia fino alla categoria Juniores con discreti risultati poi passa subito ad altre mansioni meccanico , team manager di mtb negli anni 90 (Evans , Pallhuber , DeBertolis , Zoli , Tchercassov , Fontana, Migliorini e Cordone tra gli atleti diretti in quelle stagioni) fino a che cessa gli impegni esterni e torna a Mondovì  dove nel 1998 insieme a Domenico Pizzi Mantella , Paolo Gazzola e Giovanni Caramello , con l’allora Sindaco Riccardo Vaschetti, sostiene la nascita della società monregalese di cui oggi è vice presidente, della Granfondo Giro delle Valli Monregalesi e l’anno successivo questo gruppo riceve il testimone per l’organizzazione della Coppa Giacosa dal vecchio gruppo dirigente della Gs Marco Botto .

“La Coppa Giacosa compirà settanta anni nella prossima stagione – sottolinea Asteggiano – nel 2008 ha assegnato i titoli italiani strada delle categorie Esordienti e Allievi ed ogni anno continua a richiamare tantissime giovani leve del pedale che si misurano lungo il tradizionale tracciato di ventidue chilometri, da ripetere tre volte, che a tredici chilometri dal traguardo presenta la salita di San Grato, un chilometro con pendenza media al 5 – 6%. Una manifestazione che è entrata a pieno titolo nella storia del movimento giovanile per la sua longevità e perché da ben 69 anni consecutivi è riservata alla categoria Allievi. Neanche alcune  delle più importanti classiche professionistiche hanno raggiunto questo traguardo che non possiamo nascondere è motivo d’orgoglio per il comitato organizzatore. Noi abbiamo ereditato il lavoro effettuato da tanti appassionati monregalesi che nonostante le difficoltà di carattere economico sono riusciti a dar continuità al ricordo dello sfortunato Bruno Giacosa ,vorrei citare tra tutti il Cav Bertone che ne fu ideatore,il Maestro Sergio Pezza , il Cav Serafino Ghiazza , il compianto Piero Ghiglia che ci ha lasciati pochi mesi fa ,con Ugo Porta ed Isidoro Asteggiano”.

Porta è l’unica persona in vita che ha vissuto tutte le 68 edizioni della Coppa Giacosa e domenica sarà con noi a portare il suo contributo per la 69^.

  • Lei è anche responsabile della struttura tecnica piemontese FCI, la Coppa Giacosa dunque rappresenta anche l’occasione per vedere all’opera i ciclisti piemontesi in gara

“Maggio e giugno sono i mesi dove nascono le formazioni per gli italiani ,stiamo visionando molte gare tutte le settimane. Alla Coppa Giacosa saranno presenti ciclisti provenienti da diverse regioni del settentrione, uno spaccato del movimento che è comunque protagonista anche di altre manifestazioni che si tengono sul territorio regionale, Fabio Felline  ad esempio ed altri professionisti attuali hanno corso la nostra corsa senza riuscire a vincerla.”

  • Domenica la Coppa Giacosa e sette giorni più tardi il Giro delle Valli Monregalesi. Quindici giorni molto impegnativi

“Grazie al Giro delle Valli Monregalesi riusciamo a dare continuità alla Coppa Giacosa, per questo si svolge una settimana prima dell’evento amatoriale che quest’anno festeggia la sua ventesima edizione. Due eventi con finalità diverse, ma entrambi organizzati all’insegna della sicurezza dei ciclisti in gara, della promozione dello splendido territorio monregalese, coinvolgendo la popolazione locale. Dobbiamo ringraziare le aziende che ci sostengono, anche se è sempre più difficile trovare contributi per dar vita a questi eventi. Il ciclismo è fondamentalmente passione e voglia di emergere in ambito sportivo pur nel rispetto dell’avversario e dei regolamenti, ma la disponibilità non è sufficiente a realizzare grandi eventi. Entrambe le manifestazioni si svolgono sotto l’egida della Federazione Ciclistica Italiana, da sempre protagonista assoluta nella promozione dell’attività ciclistica tra i giovani e l’attività amatoriale”

 

 

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Il Giro delle Valli Monregalesi sostiene il ciclismo giovanile

Mondovì (Cuneo) – Il Giro delle Valli Monregalesi sostiene l’attività giovanile. La storia dell’evento amatoriale  si interseca con quella della Coppa Giocosa nel 1998, quando a Mondovì su iniziativa di Paolo Gazzola e il sostegno di Luca Asteggiano, Giovanni Caramello e Domenico Pizzi Mantella nasce un nuovo sodalizio, la Ciclo Amateurs Mondovì. L’obiettivo principale del nuovo gruppo dirigente è quello di organizzare una granfondo per promuovere attraverso il ciclismo il comprensorio monregalese e le sue eccellenze, ma la passione per lo sport delle due ruote li spinge ad ereditare anche l’organizzazione della storica manifestazione riservata alla categoria Allievi, che si tiene ininterrottamente dal 1949.

Domenica 21 maggio, partenza alle 14,30 nei pressi della piscina comunale, andrà in scena la sessantanovesima edizione della Coppa Giocosa, nata per ricordare la figura di Bruno Giocosa, lo sfortunato ciclista monregalese che perse la vita durante una gara, travolto da un autocarro mentre stava affrontando la discesa di Montezemolo.

“Una storia importante quella della Coppa Giocosa. Una storia lunga sessantanove anni che ha visto protagonisti molti appassionati monregalesi – sottolinea Domenico Pizzi Mantella presidente della Ciclo Amateurs Monovì – e nella stagione 2008 assegnò i titoli italiani giovanili. Una manifestazione che nasce molti anni prima della granfondo e ne condivide i successi, va infatti ricordato che la nostra prova oltre a far parte da sempre del prestigioso circuito Coppa Piemonte è stata inserita anche nel Prestigio. Un legame stretto che ci ha convinto a continuare l’organizzazione di entrambe le prove per promuovere il nostro bellissimo territorio e l’attività giovanile”

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Giro d’Italia Amatori, anteprima giovanile il 28 maggio a Montesano sulla Marcellana

Lo slogan “insieme agli amatori per il ciclismo giovanile” è da sempre il punto di forza del Giro d’Italia Amatori a carattere itinerante in ogni regione d’Italia: gli introiti derivanti dalle iscrizioni andranno a sostenere tutte le attività legate alle categorie giovanili del ciclismo.

Nelle edizioni passate, a latere della gara a tappe per amatori, è stata sempre organizzata una manifestazione a carattere giovanile a dimostrazione dell’importante missione degli organizzatori.

Quest’anno è stata scelta Montesano sulla Marcellana, in Campania, pronta ad accogliere i giovanissimi di età compresa tra i 7 e i 12 anni nella manifestazione a loro dedicata domenica 28 maggio a cura dell’Asd Marco Pantani di Maurizio Radesca, società giovanile di recente nascita, in stretta sintonia con l’Asd Giro d’Italia Amatori di Fabio Zappacenere.

Il Trofeo Selle Smp-Città di Montesano sulla Marcellana avrà il privilegio di accogliere tutti i baby campioncini del pedale under 13 che si cimenteranno in un circuito su strada a Montesano Scalo (ritrovo alle 8:00 e partenza alle 10:00) nella più totale sicurezza. Nel pomeriggio a partire dalle 15:00 la gara degli esordienti primo e secondo anno su un circuito di 4 chilometri da ripetere più volte per la gioia degli organizzatori che accontenteranno i tanti bambini e i ragazzi all’insegna dell’allegria più pura in una “vetrina nella vetrina” grazie anche all’appoggio dell’amministrazione comunale di Montesano sulla Marcellana con il sindaco Giuseppe Rinaldo e gli assessori Giuseppe Gagliotta (sport), Marzia Manilia (pubblica istruzione) e Rossana Pepe (politiche giovanili).

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Trofeo A. Avogadro: Sabato si torna a pedalare nella terra dei campioni

Cassano Spinola (Alessandria) – Costante Girardengo, Augusto Como, Andrea “Sandro” Carrea c’è un nastro d’asfalto che lega questi tre ex ciclisti professionisti alla storia del piccolo comune alessandrino che Sabato 13 Maggio farà da cornice naturale all’ 11° Trofeo Nazionale Universitario di Ciclismo A. Avogadro, gara ciclistica amatoriale su strada promossa dal C.U.S. Piemonte Orientale e organizzata dalla società Costante Girardengo. Un nastro d’asfalto che Costante Girardengo vincitore di due Giro d’Italia, sei Milano Sanremo, tre Giro di Lombardia, tre Giri del Piemonte, nove titoli italiani su strada e Andrea Carrea, gregario fedelissimo di Fausto Coppi, percorrevano per i loro allenamenti quando non erano impegnati nelle gare e far ritorno nel paese in cui abitavano e oggi conserva gelosamente le loro spoglie. Mentre il 5 Agosto 1911 diede i natali ad Augusto Como, professionista dal 1932 al 1937.

Un’aria densa di passione e successi quella che respireranno a pieni polmoni i partecipanti al Trofeo Nazionale Universitario di Ciclismo A. Avogadro, evento inserito nel calendario del Monferrato European Community of Sport 2017, misurandosi lungo i ventidue chilometri del circuito da ripetere tre volte. Tra coloro che hanno confermato la partecipazione anche dieci studenti universitari della La Sapienza di Roma. Due le partenze, ritrovo ore 12 in Piazza XXVI Aprile, alle ore 14 scatteranno i ciclisti appartenenti alla fascia d’età 19 – 49 anni, universitari e debuttanti, dieci minuti più tardi i ciclisti che hanno un’età tra i 50 e 80 anni e le donne.

Dopo le fatiche il ristoro a base di focaccia e vino e la ricca premiazione finale. Ai vincitori assoluti delle due prove andrà una medaglia d’oro e la busta di prodotti locali, ai primi tre di ciascuna categoria la riproduzione in argento delle monete italiane e ai primi sei di categoria la busta dei prodotti locali.

Per ulteriori informazioni consultare il sito della società organizzatrice

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Eroica Montalcino: Oggi più di mille lungo le strade bianche della Val D’Orcia

A striscioni ripiegati è risultata provenire dagli Stati Uniti d’America la pattuglia più numerosa di stranieri che oggi hanno partecipato alla prima edizione di Eroica Montalcino. Molto probabilmente per effetto dell’onda lunga di Eroica California che solo qualche settimana fa si è regalata a mille ciclisti un po’ da tutto il Paese. Per chissà quale strana coincidenza si tratta dello stesso numero di partecipanti ad Eroica Montalcino.

Forse la forza travolgente di Eroica, che non conosce dunque confini geografici, sta proprio nella sua capacità di fare tendenza, movimento e cultura, creare valore, suscitare gioia e bellezza attraverso la fatica dei ciclisti, questi ultimi sempre più splendide icone di un tempo che guarda al passato per indicare ai giovani la strada da percorrere in futuro. Oltre agli statunitensi ed ai canadesi, tanto per rimanere in quel continente, per partecipare ad Eroica Montalcino sono giunti da tutta Europa e da tutta Italia.

Sono stati unanimi i consensi registrati all’arrivo: “Paesaggi magnifici e accoglienza straordinaria in tutto il territorio”: E’ questa la cifra finale di una splendida giornata di sport, sapori, profumi e colori. Quelli magnifici di un territorio, in gran parte protetto dall’Unesco e dalla Comunità Internazionale: “Siamo molto soddisfatti della felicità dei partecipanti a Eroica Montalcino – dichiara Franco Rossi, responsabile dell’organizzazione – grazie a tutti quelli che si sono prodigati a tutti i livelli per poter dare accoglienza a chi è venuto a Montalcino per la prima edizione di Eroica”.

Giancarlo Brocci, ideatore dell’Eroica, è felice perché vede crescere vertiginosamente il suo movimento che sta abbracciando sempre più l’intero ciclismo: solo dieci giorni fa si è svolta “Toscana Terre di Ciclismo” per corridori Under 23 con il successo dell’australiano Jai Hindley; seguita poi da Nova Eroica e oggi da Eroica Montalcino. Brocci, ormai è un uomo con la valigia sempre pronta: “Domenica prossima c’è Eroica Japan – dichiara Brocci – che vola verso i 500 partecipanti. Un successo straordinario. In pochissimi anni Aki Nakazawa ha creato in Giappone un bellissimo interesse per i valori di Eroica e per noi questo è motivo di grande orgoglio. La crescita di Eroica continua. Ovunque e in tutti i campi”.

FESTIVAL

“Ma dove vai bellezza in bicicletta?”. Molto probabilmente la più classica delle canzoni dedicate alla bicicletta, cantata da Silvana Pampanini nel 1951 durante un celeberrimo film di Carlo Campogalliani, passerà alla storia quale sigla del Festival che ha caratterizzato la prima edizione di Eroica Montalcino. Non tanto per il testo, che da oltre metà secolo gironzola per la testa degli italiani, quanto per l’interprete che, a sorpresa, si è cimentato su uno dei palchi, naturali, costruiti o inventati da Andrea Satta, il direttore artistico del Festival di Eroica Montalcino. A canticchiare-recitare il motivetto della Pampanini è stato Sergio Staino, uno degli intellettuali-autori più amati dagli italiani Si parlava di biciclette ed eroi insieme a Massimo Cirri e Marco Pastonesi quando sul palco, poco a poco, ha fatto la comparsa suonando l’orchestra Bottoni. A quel punto Staino si è interrotto ed ha iniziato a cantare e recitare il motivetto della Pampanini regalando una fortissima emozione agli spettatori, incantati da tanta magia.

Quella di Staino è solo uno dei momenti incantevoli che Andrea Satta (voce dei Tetes de Bois) ha regalato al Festival di Eroica Montalcino. La sua regia artistica, realizzata in collaborazione con Marco Pastonesi, ha creato l’atmosfera ideale per la pedalata dei ciclisti di Eroica Montalcino. Un festival di notevole spessore artistico-intellettuale che ha visto protagonisti, tra i tanti altri, Gianni Mura, i Tetes de Bois, Luigi Grechi De Gregori, Simone Cristicchi, Mario Tozzi, Giuseppe Cederna. Poi i giochi e circhi da strada, più o meno bagnati a causa del maltempo, dei ragazzi di quindici anni alle prese con la lettura di alcune pagine dell’Iliade di Omero. Poi tanto teatro e musica, suggestioni ed ustioni sia culturali, civili e sportive. Un gran bel festival, dunque, che ha permesso anche di rivivere le migliori radiocronache di un tempo. Giornalisti, commentatori, corridori che, per la bellezza delle imprese sportive dell’epoca, fanno impallidire il ciclismo di oggi.

Eroica Montalcino non si conclude di domenica ma continua domani. A Montalcino si festeggia, infatti, SS Maria del Soccorso. Come sempre nei quattro quartieri (Ruga, Borghetto, Pianello, Travaglio) si accende il cero votivo, si gioca a tombola e dagli spalti della Fortezza. C’è lo spettacolo pirotecnico con la partecipazione del corpo filarmonico Giacomo Puccini. Ma oggi c’è stata Eroica Montalcino e domani si premiano le più belle vetrine dedicate all’evento. Un piccolo trofeo da vantare al concorso di Eroica Montalcino 2018.

 

Eroica Festival Montalcino

Il programma

Lunedì 8 maggio
ore 17.00
Premiazione del concorso La vetrina eroica.

ore 17.30

piazza del Popolo
estrazione della tombola

ore 21.45

piazza del Popolo
spettacolo pirotecnico con la partecipazione del corpo filarmonico Giacomo Puccini

 

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Giro del Canavese: La passione è più forte della pioggia. Vince Davide Caresio

Ceretti di Front (Torino) – Tra follia e realtà, è questa l’atmosfera che lunedì primo maggio avvolge la frazione dei Ceretti di Front dove ci si prepara a disputare la terza tappa del Giro del Canavese. La pioggia prevista non diserta l’appuntamento, la temperatura ricorda più un clima marzolino che la primavera inoltrata che ci si aspetta in questo mese dedicato storicamente alle rose. Eppure gli organizzatori non si tirano indietro ed i ciclisti non si fanno attendere. A questo punto ci vuole un pizzico di storia per cercare di comprendere la follia organizzativa: il percorso dei Ceretti di Front presenta un’altimetria impegnativa, impossibili gli arrivi in volata di gruppo anche nelle condizioni migliori. Un percorso inviso ai più, vista la preferenza della maggior parte dei ciclisti amatoriali per i tracciati piatti, che se fosse visto con gli occhi del guadagno non verrebbe organizzato in nessun caso.

Ma la passione non sente ragione, e qui sta il piccolo passo successivo, quando il sabato pomeriggio viene presa la decisione: la gara si farà, con o senza pioggia. Certo non ci si aspettavano le temperature tanto rigide, ma quando il dado è tratto e alcuni ciclisti si spingono dalla vicina Liguria, non sarebbe rispettoso rimandare tutti a casa con un nulla di fatto. E la stessa cosa si respira da parte dei ciclisti, la passione impregna tutto il paese, le persone escono di casa e si espongono alle intemperie per guardare e tifare questo piccolo plotone di “matti”. Ma il tifo non si spreca per nessuno, quella di oggi è una vera impresa da portare a termine.

I giri vengono ridotti a quattro, il primo giro vede un combattivo Bruno Dellerba che dopo aver affrontato la tappa di sabato e la mediofondo Bra Bra alla domenica, nemmeno oggi si risparmia e parte all’attacco, ma ripreso sulla salita finale del primo giro alza bandiera bianca. Anche le trainate di un ritrovato GianMarco Guglielmino, storico patron del Giro del Canavese, mettono in difficoltà gli avversari ma la vera rottura del gruppo si ha quando i quattro giovani Davide Caresio, Alessandro Giordano, Giuseppe Perardi e Riccardo Rinaldi allungano il passo e si portano al comando. La frattura è definitiva, non verranno più ripresi e staranno fianco a fianco fino alla salita finale, dove la volata a due viene vinta da Davide Caresio su Alessandro Giordano. Ma oggi non ci sono veri vincitori e vinti, il pubblico (pervenuto anche da Busano) fa il tifo fino all’ultimo corridore, e tutti verranno premiati. Prima però un ristoro caldo offerto dalla Trattoria degli Alpini, per riprendere la temperatura e sorridere di questa piccola pazza avventura, che rimarrà a lungo impressa nella memoria di tutti i protagonisti.

 

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Giro d’Italia Amatori, premi da capogiro per la sesta edizione

Tortora Marina – Corre spedita la macchina organizzativa del Giro d’Italia Amatori, l’appuntamento di riferimento della fase centrale della stagione nel panorama cicloamatoriale che continua la propria missione di sostenere il ciclismo giovanile.

La sesta edizione del Giro Amatoriale si appresta a fare il proprio debutto a Tortora Marina venerdì 2 giugno con la tappa in circuito di 13,7 chilometri da ripetere 7 volte. Sabato 3 giugno la cronometro di 11 chilometri sul lungomare di Tortora con il coinvolgimento di Praia a Mare. Domenica 4 giugno epilogo con una tappa ondulata di 83,2 chilometri fino a Tortora Paese. Domenica 28 maggio anteprima giovanile in Campania a Montesano sulla Marcellana con la gara riservata ai giovanissimi tesserati FCI dai 7 ai 12 anni organizzata dall’Asd Marco Pantani.

Allo scopo di incentivare la partecipazione, gli organizzatori hanno predisposto una ricca dotazione di premi (tecnici, alimentari, viaggi e tanto altro ancora) da far gola a tutti: nello specifico le premiazioni saranno estese ai primi cinque assoluti di ciascuna fascia (élite sport, master 1-2-3 unica, master 4-5-6 unica, master 7-8 unica e donne unica), alle prime tre società più numerose, ai primi tre assoluti giornalieri di ogni tappa (uomini e donne) e all’atleta più corretto in corsa (premio Fair Play), oltre a quelli speciali dedicati ai gran premi della montagna, ai traguardi volanti, all’atleta che transiterà per primo al triangolo rosso dell’ultimo chilometro e all’ultimo classificato.

Di grande valore la scultura in ceramica di Deruta (realizzata dall’artista Giuseppe Martini) alla miglior società che avrà acquisito il maggior punteggio nelle tre tappe con estensione del premio all’accompagnatore del team che riceverà dagli organizzatori un’opera originale dello Studio Ottaviani (scultura con argento 800/1000).

A supportare lo sforzo organizzativo per il Giro d’Italia Amatori 2017 i partner Selle Smp, Acqualagna Tartufi, Astoria, Nuovo Parco dei Ciliegi Marchi Auto, Cicli Lombardo, Franciscus Viaggi, D’Aniello Cycling Wear, Vini Ciù Ciù, Inbici, Lowell, Mondo Ottica, Jolly Arredo, Vini Giacobazzi, Pesa Gomme, Motostaffette Potenza, Canale Italia (Scratch), Campolongo Latte, Angelo Morucci e Venturini Mario-Art in Design, Melania, Falcone Caffè, Kemon, Europa Ovini e Tiberina Carni che consentono, grazie alla loro disponibilità ed al loro contributo, di realizzare questa edizione.

Tutte le informazioni generali relative a regolamento di gara e logistica alberghiera sono reperibili al sito della manifestazione  

Video promo Giro d’Italia Amatori 2017

 

MAGLIA ROSA GIOVANI – FASCIA 20/29 ANNI

1°ASSOLUTO     BRACCIALE – SELLA SMP – BOTTIGLIA MAGNUM – PRODOTTI KEMON – SCATOLA MARINI TARTUFI – PIATTO CERAMICA DI DERUTA DIPINTO A MANO

2°ASSOLUTO     SCATOLA MARINI TARTUFI – BUSTA PRODOTTI ALIMENTARI – PRODOTTI KEMON  – PACCO PASTA BARILLA

3°ASSOLUTO     SCATOLA MARINI TARTUFI –  BUSTA PRODOTTI ALIMENTARI – PRODOTTI KEMON – PACCO PASTA BARILLA

4°ASSOLUTO     SCATOLA MARINI TARTUFI – BUSTA PRODOTTI ALIMENTARI – PRODOTTI KEMON

5°ASSOLUTO     SCATOLA MARINI TARTUFI – BUSTA PRODOTTI ALIMENTARI – PRODOTTI KEMON

 

MAGLIA ROSA M1-M2-M3

1°ASSOLUTO     BRACCIALE – SELLA SMP – BOTTIGLIA MAGNUM – PRODOTTI KEMON – SCATOLA MARINI TARTUFI – PIATTO CERAMICA DI DERUTA DIPINTO A MANO

2°ASSOLUTO     SCATOLA MARINI TARTUFI – BUSTA PRODOTTI ALIMENTARI – PRODOTTI KEMON KEMON – PACCO PASTA BARILLA

3°ASSOLUTO     SCATOLA MARINI TARTUFI –  BUSTA PRODOTTI ALIMENTARI – PRODOTTI KEMON KEMON – PACCO PASTA BARILLA

4°ASSOLUTO     SCATOLA MARINI TARTUFI – BUSTA PRODOTTI ALIMENTARI – PRODOTTI KEMON

5°ASSOLUTO     SCATOLA MARINI TARTUFI – BUSTA PRODOTTI ALIMENTARI – PRODOTTI KEMON

 

MAGLIA ROSA M4-M5-M6

1°ASSOLUTO     BRACCIALE – SELLA SMP – BOTTIGLIA MAGNUM – PRODOTTI KEMON – SCATOLA MARINI TARTUFI – PIATTO CERAMICA DI DERUTA DIPINTO A MANO

2°ASSOLUTO     SCATOLA MARINI TARTUFI – BUSTA PRODOTTI ALIMENTARI – PRODOTTI KEMON– PACCO PASTA BARILLA

3°ASSOLUTO     SCATOLA MARINI TARTUFI –  BUSTA PRODOTTI ALIMENTARI – PRODOTTI KEMON– PACCO PASTA BARILLA

4°ASSOLUTO     SCATOLA MARINI TARTUFI – BUSTA PRODOTTI ALIMENTARI – PRODOTTI KEMON

5°ASSOLUTO     SCATOLA MARINI TARTUFI – BUSTA PRODOTTI ALIMENTARI – PRODOTTI KEMON

 

MAGLIA ROSA M7-M8

1°ASSOLUTO     BRACCIALE – SELLA SMP – BOTTIGLIA MAGNUM – PRODOTTI KEMON – SCATOLA MARINI TARTUFI – PIATTO CERAMICA DI DERUTA DIPINTO A MANO

2°ASSOLUTO     SCATOLA MARINI TARTUFI – BUSTA PRODOTTI ALIMENTARI – PRODOTTI KEMON

3°ASSOLUTO     SCATOLA MARINI TARTUFI –  BUSTA PRODOTTI ALIMENTARI – PRODOTTI KEMON

4°ASSOLUTO     SCATOLA MARINI TARTUFI – BUSTA PRODOTTI ALIMENTARI – PRODOTTI KEMON

5°ASSOLUTO     SCATOLA MARINI TARTUFI – BUSTA PRODOTTI ALIMENTARI – PRODOTTI KEMON

 

MAGLIA ROSA DONNE

1°ASSOLUTO     DIAMANTE –  BOTTIGLIA MAGNUM – PRODOTTI KEMON – SCATOLA MARINI TARTUFI – PIATTO CERAMICA DI DERUTA DIPINTO A MANO

2°ASSOLUTO     SCATOLA SALUMI OVINI – PRODOTTI KEMON – SCATOLA MARINI TARTUFI – CASCO IN CARBONIO BRH

3°ASSOLUTO     SCATOLA SALUMI OVINI – PRODOTTI KEMON – SCATOLA MARINI TARTUFI

4°ASSOLUTO     SCATOLA SALUMI OVINI – PRODOTTI KEMON – SCATOLA MARINI TARTUFI

5°ASSOLUTO     SCATOLA SALUMI OVINI – PRODOTTI KEMON – SCATOLA MARINI TARTUFI

 

MAGLIA ROCK NO WAR  –  ULTIMO KM

PREMIO GIORNALIERO

1°TAPPA MAGLIA – SCATOLA SALUMI OVINI – BUSTA ABBIGLIAMENTO IDEA MODE

2°TAPPA KRONO

3°TAPPA MAGLIA – SCATOLA SALUMI OVINI – BUSTA ABBIGLIAMENTO IDEA MODE

 

MAGLIA VERDE GPM (Nuovo Parco dei Ciliegi)  –  N° 1 PREMIO FINALE

ASSOLUTO A PUNTEGGIO PER I 2 GIORNI

1°MAGLIA VERDE CARTONE VINI CIU’-CIU’ – SCATOLA SALUMI OVINI – BUSTA ABBIGLIAMENTO IDEA MODE

 

MAGLIA ARANCIONE TRAGUARDI VOLANTI CICLI LOMBARDO  –  N° 1 PREMIO FINALE

ASSOLUTO A PUNTEGGIO PER I 2 GIORNI

1°MAGLIA ARANCIONE BICI DA PASSEGGIO – BUSTA ABBIGLIAMENTO IDEA MODE

 

MAGLIA NERA  SMP –  N°1 PREMIO FINALE PER ULTIMO

ULTIMO SELLA SMP – CARTONE VINI CIU’-CIU’ – SCATOLA SALUMI OVINI – PACCO PASTA BARILLA

 

MAGLIA (MARINI TARTUFI)  –  PREMIO PER SOCIETA’

PREMIATA LA MIGLIORE SOCIETA’ CHE FA PUNTI ENTRO I PRIMI 20 ASSOLUTI SULLE 3 TAPPE

1° MAGLIE – FORMA DI PARMIGIANO REGGIANO 30 MESI – BOTTIGLIA MAGNUM –CARTONE VINI CIU’-CIU’ – CESTO MARINI TARTUFI – SCATOLA SALUMI OVINI – PACCO PASTA BARILLA

 

PREMIO PER LE PRIME TRE SOCIETA’ PIU NUMEROSE

1°            BOTTIGLIA MAGNUM –CARTONE VINI CIU’-CIU’ – SCATOLA SALUMI OVINI – PACCO PASTA BARILLA

2°            CARTONE VINI – SCATOLA SALUMI OVINI – PACCO PASTA BARILLA

3°            CARTONE VINI – SCATOLA SALUMI OVINI – PACCO PASTA BARILLA

 

PREMI GIORNALIERI DI TAPPA

1° ASSOLUTO UOMINI  BOTTIGLIA MAGNUM – GIACOBAZZI – SELLA SMP

2° ASSOLUTO UOMINI  BOTTIGLIA PICCOLA – BUSTA ABBIGLIAMENTO IDEA MODE

3° ASSOLUTO UOMINI  BOTTIGLIA PICCOLA – BUSTA ABBIGLIAMENTO IDEA MODE

1° ASSOLUTO DONNE    BOTTIGLIA MAGNUM – GIACOBAZZI – SELLA SMP

2° ASSOLUTO DONNE    BOTTIGLIA PICCOLA – BUSTA ABBIGLIAMENTO IDEA MODE

3° ASSOLUTO DONNE    BOTTIGLIA PICCOLA – BUSTA ABBIGLIAMENTO IDEA MODE

 

MAGLIA ROSA DEL COMUNE DI TORTORA MARINA

1° ASSOLUTO    N° 1 SETTIMANA DI VACANZA

 

PREMIO PER L’ACCOMPAGNATORE DELLA PRIMA SOCIETA’ A PUNTEGGIO

1° PREMIOOPERA ORIGINALE DELLO STUDIO OTTAVIANI, SCULTURA CON ARGENTO 800/1000

 

PREMIO A SORTEGGIO NELLA SERATA DEL 2 GIUGNO

N° 3 ESTRAZIONI

1° ESTRAZIONE SELLA SMP – CARTONE VINI CIU’-CIU’ –  PRODOTTI KEMON – CARTONE PASTA BARILLA

2° ESTRAZIONE SELLA SMP – CARTONE VINI CIU’-CIU’ – PRODOTTI KEMON – CARTONE PASTA BARILLA

3° ESTRAZIONE VIAGGIO X 2 PERSONE – FINE SETTIMANA IN QUALSIASI PARTE D’ITALIA –PRODOTTI KEMON

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G.P. Cicli Dedonato: buona la terza!

Finalmente il sole. Dopo i primi due tentativi negli anni precedenti funestati dalla pioggia, finalmente è il sole ad accoglierci a La Cassa per disputare il terzo Gran Premio Cicli Dedonato, valido come prima prova del Campionato Regionale Csain e come prima prova del Campionato Provinciale Csain.

Lo staff è all’opera dalle prime ore del mattino, tanto che quando arriviamo alle 8,30 per preparare le iscrizioni lo scenario è già montato con striscioni e transenne per l’arrivo.

La distanza dalla città e il dislivello della gara sembrano essere i due tratti che penalizzano la partecipazione, un vero peccato quando uno staff con tanta passione e capacità come quelle dimostrate oggi da Antonio Dedonato e dai suoi collaboratori vengono disattese con partecipazioni attorno al centinaio di partenti.

Speriamo che il gusto per i soliti circuiti piatti rivolga nei prossimi anni lo sguardo a gare più “impegnative” ma molto interessanti da disputare.

Torniamo a noi, un centinaio i partecipanti a questa prova, ma i nomi di spicco non mancano: presenti la Ciadit Cicli Sumin, gli uomini del Breviario, dell’Agrate Conturbia da Novara e tutti i nomi noti delle gare amatoriali.

Prima della partenza, dopo le spiegazioni sulle difficoltà del percorso osserviamo con una certa commozione un minuto di silenzio, in queste settimane iniziano ad essere troppi per il mondo ciclistico e ci auguriamo con tutto il cuore di non doverne più osservare per molto tempo.

Due le partenze, a distanza di pochi minuti una dall’altra: per prime partono le categorie fino ai veterani, seguite da gentlemen e supergentlemen.

Il controllo è la parola d’ordine della gara dei più giovani, i vari tentativi di fuga di Max Stocchino ed altri veterani nulla possono contro il gioco di squadra che chiude ogni buco e così dopo la salita finale il gruppo si presenta a ranghi compatti alla volata che decreta la vittoria di Walter Pacchiardo (Ciadit) su Aldo Balducci e Riccardo Rinaldi, e ai piedi del podio Lorenzo Balducci, costretto a tirare i freni al principio della volata.

Trama differente per la seconda partenza: Daniele Gai (Ciadit) parte subito all’avanscoperta e fara quasi due giri da solo prima di esser ripreso, a questo punto iniziano le tattiche di squadra che si oppongono ai tentativi dei vari Guglielmino e Piacenza, a una decina di chilometri dall’arrivo è Guido Ragazzini che allunga, l’esperienza e la gamba sono dalla sua parte e se ne avvede Michele Bausardo. I due allungano decisi e si portano al traguardo dove Ragazzini vince a braccia alzate regalando una doppietta in una sola gara alla sua squadra, davanti ad un plaudente Bausardo. La volata del gruppo viene invece vinta da Ezio Cavallari su Roberto Ostorero.

Terminata la competizione è il terzo tempo il protagonista: davanti al ricchissimo buffet offerto dal Bar La Dolceria sbocciano le interviste e i confronti sulla gara mentre la giuria prepara rapidamente la classifica, infine dulcis in fundo è Antonio Dedonato regista delle premiazioni in materiale tecnico per ogni categoria, ricevendo a sua volta un applauso pienamente meritato per l’organizzazione.

Appuntamento con il Campionato Provinciale a Pessione il 13 maggio!

Le foto della manifestazione sono consultabili nella pagina Facebook Danilo Degregorio foto 

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